Cirielli incontra l’ambasciatore russo: irritazione di Meloni

Faccia a faccia riservato con Paramonov senza informare Farnesina e premier

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Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli avrebbe incontrato l’ambasciatore russo Aleksej Paramonov senza informare il governo. A Palazzo Chigi cresce il malumore. La vicenda emerge mentre la Lega rilancia sul ritorno al gas russo

Il faccia a faccia che agita il governo. Un incontro riservato tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, esponente di Fratelli d’Italia, e l’ambasciatore russo a Roma Aleksej Vladimirovic Paramonov è diventato un caso politico ai vertici del governo. Il colloquio, secondo quanto ricostruito da fonti diplomatiche, sarebbe avvenuto circa un mese fa e soprattutto fuori dalla sede della Farnesina, senza che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani ne fossero informati. Una circostanza che ha provocato irritazione a Palazzo Chigi, dove l’iniziativa del viceministro viene descritta come non concordata con la linea del governo. Secondo ricostruzioni interne all’esecutivo, la premier sarebbe rimasta spiazzata dalla notizia del faccia a faccia. Dopo un confronto definito da alcune fonti “franco”, Cirielli avrebbe lamentato difficoltà a contattare direttamente Meloni nei giorni successivi.

La linea del governo sulla Russia

Il caso emerge in una fase particolarmente delicata per la politica estera italiana. Giorgia Meloni ha ribadito nelle ultime settimane il sostegno dell’Italia all’Ucraina e la condanna dell’aggressione russa. La posizione è stata confermata anche durante l’ultimo Consiglio supremo di Difesa al Quirinale, che ha sottolineato il contesto di instabilità internazionale generato dall’invasione russa e la necessità di sostenere ogni sforzo diplomatico per arrivare a una soluzione negoziale. Nel frattempo proprio l’ambasciatore russo Paramonov, in un’intervista all’agenzia Ria Novosti, aveva attaccato la premier accusandola di ignorare le ricadute economiche della rottura dei rapporti con Mosca. Parole che non hanno modificato la linea dell’esecutivo italiano.

Le tensioni nella maggioranza

La vicenda arriva mentre all’interno della maggioranza riaffiorano divisioni sulla politica verso la Russia. La Lega di Matteo Salvini ha infatti rilanciato l’ipotesi di tornare a importare gas e petrolio russi, una posizione che trova resistenze sia in Fratelli d’Italia sia in Forza Italia. I fronti di tensione non riguardano soltanto l’energia. Nelle ultime settimane sono emerse divergenze anche su temi culturali e simbolici, come la discussione sulla presenza della Russia alla Biennale di Venezia, difesa dal leader leghista ma criticata da esponenti del partito della premier e dal ministro della Cultura Alessandro Giuli. In questo contesto politico già delicato, l’incontro tra Cirielli e l’ambasciatore russo rischia di diventare un nuovo elemento di frizione all’interno della coalizione di governo.