Caro carburanti, Meloni convoca un Cdm straordinario: scontro con il Pd

Vertice del governo su benzina e diesel. Sul tavolo accise mobili: aiuti agli autotrasportatori

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La premier Giorgia Meloni convoca un Consiglio dei ministri straordinario sul caro carburanti. Si valutano taglio delle accise, bonus da 100 euro per i redditi bassi e credito d’imposta per gli autotrasportatori. Il Pd: governo finora immobile

Il governo prova a correre ai ripari contro l’aumento dei carburanti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato per la serata di oggi un Consiglio dei ministri straordinario per affrontare il caro benzina e gasolio che nelle ultime settimane ha colpito famiglie e imprese. La convocazione, comunicata ai ministri tramite un messaggio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano nella chat WhatsApp dell’esecutivo, arriva in un momento politicamente delicato, a pochi giorni dal referendum sulla giustizia e dopo settimane di tensioni sui prezzi alla pompa. Prima della riunione, la premier ha incontrato a Palazzo Chigi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e quello dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin per definire le possibili misure da inserire nel decreto.

Il pacchetto anti-rincari

Secondo fonti di governo, il provvedimento dovrebbe contenere la riformulazione del meccanismo delle accise mobili, con l’obiettivo di ridurre l’impatto degli aumenti dei carburanti sui consumatori. Allo studio anche altre misure per contenere il costo della benzina. Tra le ipotesi figura un bonus carburanti una tantum da 100 euro destinato alle famiglie con redditi più bassi, fino a 15 mila euro di Isee, che verrebbe erogato attraverso la carta Dedicata a te, attualmente utilizzata per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Un altro intervento riguarda il settore dei trasporti. Il governo valuta infatti un credito d’imposta al 28 per cento per gli autotrasportatori, con l’obiettivo di compensare l’aumento del prezzo del gasolio e ridurre i costi della logistica. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha indicato come obiettivo quello di riportare il prezzo dei carburanti sotto la soglia dei due euro al litro, puntando idealmente a 1,90 euro. L’intento, ha spiegato, è ridurre subito i prezzi alla pompa, contrastare le speculazioni e sostenere famiglie e imprese.

Le accuse dell’opposizione

L’iniziativa dell’esecutivo arriva dopo settimane di critiche da parte dell’opposizione. Dieci giorni fa il Consiglio dei ministri si era già riunito sul tema dei carburanti dopo l’impennata dei prezzi seguita alla guerra in Iran, ma senza approvare misure immediate. Il Partito Democratico accusa il governo di aver agito con ritardo. La capogruppo alla Camera Chiara Braga parla di un esecutivo “immobile” di fronte all’aumento dei prezzi che colpisce direttamente famiglie e imprese. Sulla stessa linea il presidente dei senatori dem Francesco Boccia, che chiede l’introduzione delle accise mobili per calmierare il prezzo dei carburanti. Critiche anche dalla vicepresidente della Camera Anna Ascani, secondo cui l’esecutivo avrebbe sottovalutato l’impatto dei rincari su imprese e consumatori.