Sepino, scoperta una domus imperiale: nuova luce su Saepinum

Rinvenuta una residenza di alto livello nel parco archeologico molisano

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Una domus di età imperiale emerge dagli scavi a Sepino, in Molise. La scoperta arricchisce la conoscenza della città romana di Saepinum, rivelando strutture monumentali, oggetti della vita quotidiana e tecnologie avanzate

Una domus di eccezionale rilievo è riemersa dagli scavi nel parco archeologico di Sepino, in località Altilia, nel Molise, offrendo nuove prospettive sulla storia dell’antica Saepinum. La scoperta è il risultato delle campagne di ricerca condotte tra il 2023 e il 2025, sostenute dal Ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli.

Una residenza monumentale nel cuore della città

Gli scavi si sono concentrati nell’area di Porta Bojano, uno dei principali accessi alla città romana. Qui è stata riportata alla luce una dimora caratterizzata da un ingresso monumentale affacciato sul decumano, la principale arteria est-ovest.

La struttura presenta una lunga continuità di vita, dalla prima età imperiale fino al VI secolo d.C., con numerose trasformazioni che testimoniano l’evoluzione urbanistica della città. Le dimensioni della domus, che si estendono oltre l’area attualmente indagata, suggeriscono un complesso di grande importanza.

Oggetti e tecnologie della vita quotidiana

Il sito ha restituito numerosi reperti che raccontano la vita degli abitanti: lucerne in terracotta, contenitori ceramici, oggetti personali in bronzo come anelli e una piccola chiave. Particolarmente significativo è il ritrovamento di un grande contenitore in piombo, parte di un sofisticato sistema per il riscaldamento dell’acqua, decorato con motivi solari e teste di Gorgone. Un elemento che testimonia il livello tecnologico e il prestigio della residenza. Le ceramiche rinvenute, tra cui sigillate africane, indicano inoltre l’inserimento di Saepinum nei circuiti commerciali del Mediterraneo.

Dall’età sannitica all’Impero

Le indagini hanno anche approfondito la storia più antica della città, documentando il passaggio dall’insediamento sannitico di età ellenistica alla piena urbanizzazione romana. Nel Foro, nell’area dell’Arco dei Nerazi, sono emerse strutture produttive legate probabilmente alla lavorazione della lana, oltre a una complessa rete fognaria. Un tesoretto di monete del V secolo d.C. testimonia infine la continuità di vita anche in epoca bizantina. Un’iscrizione onoraria del 139 d.C., risalente al regno di Antonino Pio, conferma inoltre il legame diretto tra Saepinum e l’amministrazione imperiale.

Ricerca e valorizzazione

Per Massimo Osanna, direttore generale Musei, la scoperta rappresenta un tassello fondamentale per comprendere la storia urbana e sociale della città. Gli fa eco il direttore del Parco archeologico, Enrico Rinaldi, che sottolinea come le nuove evidenze rafforzino il ruolo centrale di Saepinum nell’Italia romana. Le ricerche proseguiranno nelle prossime campagne di scavo, con l’obiettivo di definire l’estensione completa della domus e valorizzare ulteriormente uno dei siti archeologici più significativi del Paese.