Nuovo affondo di Giuseppe Conte contro il governo sul caso che coinvolge il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Il leader del Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni immediate parlando di “minima igiene istituzionale” e sostenendo che il sottosegretario “non può non sapere” i contorni della vicenda. Un attacco frontale che alza ulteriormente la tensione politica attorno a un caso già al centro del dibattito pubblico.
L’attacco di Conte
Secondo Conte, la posizione di Delmastro è ormai compromessa. L’ex premier sottolinea come il ruolo istituzionale del sottosegretario implichi un livello di conoscenza e responsabilità incompatibile con quanto emerso. Da qui il paragone netto: “Sembra la sceneggiatura di Suburra”, afferma, evocando un intreccio tra politica e ambienti opachi. Il leader M5s punta il dito anche contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusata di non intervenire e di tollerare una situazione che, a suo dire, mina la credibilità delle istituzioni. Conte parla di “condizionamento reciproco” e di una gestione del potere che si sottrarrebbe ai controlli.
La richiesta di intervento istituzionale
Il Movimento 5 Stelle ha formalizzato una mozione per chiedere a Meloni la revoca dell’incarico a Delmastro. Parallelamente, il partito chiede un approfondimento in sede parlamentare, coinvolgendo la Commissione Antimafia guidata da Chiara Colosimo. Il vicepresidente M5s Michele Gubitosa sollecita audizioni e acquisizione di atti, inclusi investigatori e giornalisti che hanno seguito il caso. L’obiettivo è fare piena luce su una vicenda che, secondo i pentastellati, presenta ancora troppi punti oscuri.
I dubbi su sicurezza e fondi
A rafforzare la pressione politica sono anche le parole della deputata Chiara Appendino, che parla di “zone d’ombra inquietanti”. L’attenzione si concentra su due aspetti: da un lato la sicurezza, con interrogativi sui controlli e sui protocolli legati alla presenza di esponenti istituzionali; dall’altro la questione dei costi, con la richiesta di chiarire chi abbia pagato e con quali fondi. Nel mirino anche i ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, destinatari di un’interrogazione parlamentare. Il timore espresso dall’opposizione è quello di una possibile compromissione degli apparati dello Stato, ipotesi che il governo è chiamato a smentire con chiarezza.
Uno scontro destinato a crescere
Il caso Delmastro si inserisce in un quadro politico già segnato da forti contrapposizioni. Le accuse del Movimento 5 Stelle puntano a tenere alta la pressione sul governo, mentre da Palazzo Chigi si respingono le ricostruzioni dell’opposizione. La partita ora si sposta anche sul terreno parlamentare, dove le prossime mosse della Commissione Antimafia e le eventuali risposte del governo saranno decisive per chiarire i contorni della vicenda.
