Parte forte fin dal mattino e accelera nel corso della giornata: l’affluenza al referendum costituzionale sulla giustizia si attesta al 46,1% alle 23 del primo giorno di voto, un dato nettamente superiore rispetto all’ultimo precedente comparabile, quello del 2020 sul taglio dei parlamentari.
Un’affluenza sopra le attese
Il confronto con il referendum del settembre 2020 è significativo: allora alla stessa ora si era fermato al 39,4%, per poi chiudere al 51,1%. Questa volta, secondo le prime proiezioni degli analisti, la partecipazione potrebbe superare ampiamente quella soglia. Secondo Lorenzo Pregliasco, analista di Youtrend, oggi alle 15 si potrebbe arrivare a livelli “vicini a quelli delle ultime elezioni politiche”, dunque sopra il 60%. Le stime di Youdata indicano una forbice finale tra il 60 e il 65%, mentre lo studio Garrone resta più prudente, tra il 52 e il 57%.
Il quesito e le regole del voto
Sono oltre 51 milioni gli aventi diritto chiamati a esprimersi sulla riforma costituzionale proposta dal governo e approvata definitivamente dal Senato il 30 ottobre 2025. Il testo prevede la separazione delle carriere dei magistrati tra funzione requirente e giudicante, l’istituzione di due distinti Csm e di un’Alta corte disciplinare. Si tratta di un referendum confermativo, che non richiede quorum. Tuttavia, l’alta partecipazione rende probabile il superamento della soglia simbolica del 50% e attribuisce al risultato un forte peso politico.
Geografia del voto
La partecipazione resta più alta nel Centro-Nord. In testa Emilia-Romagna con il 53,7%, seguita da Toscana al 52,5% e Lombardia al 51,8%. Più bassa l’affluenza al Sud, con Sicilia al 35%, Calabria al 35,7% e Campania al 37,8%.
Nelle grandi città spiccano Bologna con il 58,7% e Firenze al 57,6%, seguite da Milano al 53,8% e Roma al 51,5%. Più indietro Napoli, Palermo e Reggio Calabria, tutte sotto il 41%.
Il peso politico della partecipazione
Resta incerto l’impatto dell’affluenza sul risultato finale tra Sì e No. I sondaggisti concordano nel ritenere difficile una previsione: se da un lato le aree urbane e del Centro-Nord, tradizionalmente più partecipative, potrebbero favorire una lettura politica del voto, dall’altro l’incremento più marcato si registra anche nel Nord-Est, in territori spesso orientati verso il centrodestra. Il confronto con il passato resta inevitabile. Il referendum costituzionale più partecipato degli ultimi decenni resta quello del 2016 sulla riforma Renzi, con un’affluenza del 65,5% e la vittoria del No.
Le prossime ore
I seggi, aperti dalle 7 di ieri alle 23, hanno riaperto questa mattina e chiuderanno definitivamente alle 15. Sarà allora possibile avere il dato finale sull’affluenza e avviare lo scrutinio, da cui emergerà non solo l’esito della riforma ma anche il suo peso politico nel quadro nazionale.
