Le imprese guidate da cittadini stranieri in Italia sono aumentate del 50% negli ultimi quindici anni, confermandosi una componente sempre più rilevante del tessuto produttivo nazionale. È quanto emerge dal Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025, realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con la Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa, e presentato nella capitale alla presenza di Marina Maggiore del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il dato racconta una crescita continua anche in fasi economiche complesse, segno di una resilienza che ha permesso all’imprenditoria immigrata di consolidarsi come attore stabile dell’economia italiana.
Un sistema sempre più strutturato
Il rapporto evidenzia come il fenomeno sia ormai ben oltre la dimensione marginale. Sebbene le ditte individuali rappresentino ancora il 72,4% del totale, negli ultimi anni si registra una transizione significativa verso forme societarie più complesse e strutturate. Anche la durata delle attività smentisce vecchi stereotipi: il 37% delle imprese straniere è attivo da oltre dieci anni, segnale di un radicamento crescente nei territori e nei mercati locali. Parallelamente, cresce il ruolo delle donne, sempre più protagoniste nella creazione e gestione d’impresa.
Oltre gli stereotipi settoriali
L’analisi mette in discussione anche l’idea di una forte concentrazione in pochi settori tradizionali. Se restano evidenti alcune specializzazioni – come il commercio per marocchini e bangladesi o l’edilizia per romeni e albanesi – si osserva un progressivo ampliamento verso attività più diversificate e innovative. Un dato significativo riguarda le relazioni economiche con le imprese italiane: tra il 2019 e il 2022, il 18% delle aziende manifatturiere analizzate ha acquistato beni o servizi da imprese immigrate, segno di una crescente integrazione nelle filiere produttive.
Il ruolo nell’economia italiana
Secondo IDOS e CNA, l’imprenditoria immigrata rappresenta un vero motore di crescita e inclusione. Non solo sostiene l’occupazione e la mobilità sociale, ma contribuisce a rendere il sistema produttivo più dinamico e internazionale. Per gli autori del rapporto, diventa ora centrale il ruolo delle politiche pubbliche: servono strumenti in grado di accompagnare questa crescita, facilitando l’accesso al credito, agli incentivi e ai percorsi di consolidamento aziendale.
