Le relazioni e la sessualità degli italiani passano sempre più attraverso lo schermo. È quanto emerge dal rapporto “Il piacere degli italiani – come cambiano i costumi sessuali”, presentato dal Censis all’Accademia nazionale di San Luca di Roma, che fotografa una trasformazione profonda nelle modalità di incontro e nelle pratiche intime. Il dato più significativo riguarda proprio l’origine delle relazioni: il 32,5% degli italiani tra i 18 e i 60 anni dichiara di aver conosciuto partner sessuali tramite social media. Una percentuale che segnala come le piattaforme digitali siano diventate uno dei principali canali di costruzione delle relazioni.
Intimità digitale sempre più diffusa
Accanto agli incontri online, cresce anche l’uso di strumenti digitali nella sfera privata. Tra i più giovani, il 37% degli italiani tra i 18 e i 34 anni dichiara di aver ricevuto immagini a contenuto pornografico, quota che scende al 32,2% tra i 35-44enni e al 26,9% tra i 45-60enni. Ancora più diffuso il sexting, praticato dal 43,4% dei giovani adulti, dal 33,6% nella fascia intermedia e dal 19,2% tra i più maturi. L’invio di immagini intime segue una dinamica simile, così come altre forme di interazione a distanza, segno di una progressiva digitalizzazione della sessualità. Il fenomeno riguarda anche pratiche più complesse, come l’interazione sessuale mediata da dispositivi digitali o l’autoproduzione di contenuti durante i rapporti, che coinvolge una quota più contenuta ma comunque significativa della popolazione.
Generazioni a confronto
L’indagine evidenzia una chiara differenza generazionale. I comportamenti digitali legati alla sessualità risultano più diffusi tra i 18-34enni, ma non sono più esclusivi di questa fascia. Anche tra gli adulti tra i 35 e i 60 anni si registra una partecipazione crescente, segno che il cambiamento culturale è ormai trasversale. La tecnologia non è più solo un mezzo di comunicazione, ma un ambiente in cui si costruiscono relazioni, desideri e identità. Un’evoluzione che, secondo il Censis, ridefinisce non solo i comportamenti individuali ma anche i modelli sociali e culturali legati alla sfera affettiva.
Un cambiamento strutturale
Il quadro che emerge è quello di una trasformazione strutturale della vita privata degli italiani. I social media e le piattaforme digitali non rappresentano più un’alternativa, ma una componente integrata dell’esperienza relazionale. Il tema apre anche interrogativi sul piano educativo, culturale e normativo, in particolare per quanto riguarda la tutela della privacy e la gestione dei contenuti sensibili.
