Una vita tra Genova e la musica. È morto nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2026 Gino Paoli, uno dei più grandi cantautori italiani, aveva 91 anni. Nato a Monfalcone nel 1934, ma profondamente legato a Genova, è stato tra i protagonisti assoluti della scuola genovese insieme a Fabrizio De André, Luigi Tenco e Bruno Lauzi. Proprio tra i carruggi e i locali della città ligure prende forma la sua identità artistica: ruvida, malinconica, profondamente autentica. I primi passi sono difficili, tra lavori precari e canzoni che faticano a emergere, come “La gatta”, inizialmente ignorata dal pubblico.
Il successo e le canzoni immortali
La svolta arriva grazie a Mina, che porta al successo “Il cielo in una stanza”, trasformandola in un classico senza tempo. Da lì, Paoli entra nella storia della musica italiana. Seguono brani destinati a diventare patrimonio collettivo, come “Sapore di sale”, simbolo dell’estate italiana degli anni ’60, e “Senza fine”, ispirata al legame intenso con Ornella Vanoni, musa e grande amore della sua vita.
Amori, eccessi e la pallottola nel cuore
La vita privata di Paoli è stata intensa quanto la sua musica. L’amore tormentato con Ornella Vanoni, la relazione con Stefania Sandrelli e la nascita della figlia Amanda segnano anni turbolenti. Nel 1963 il gesto più drammatico: un tentativo di suicidio con un colpo di pistola. La pallottola resta vicino al cuore per tutta la vita. Lui stesso, anni dopo, racconterà quell’episodio con lucidità e ironia, senza mai nasconderne il dolore.
Il ritorno e la maturità artistica
Dopo un periodo di crisi e allontanamento dalle scene, Paoli torna negli anni ’80 con nuova forza. “Una lunga storia d’amore” segna la rinascita, seguita da altri successi come “Quattro amici” e “Ti lascio una canzone”. Ritrova anche Ornella Vanoni, con cui condivide un tour trionfale, simbolo di un legame mai davvero spezzato. bParallelamente si impegna in politica, diventando parlamentare indipendente nelle file del Pci, esperienza che però abbandonerà con disillusione.
Gli ultimi anni e l’eredità
Negli ultimi decenni Paoli si è progressivamente ritirato dalla scena pubblica, continuando però a esibirsi e a raccontare la sua musica. Tra gli ultimi dolori, la perdita del figlio Giovanni, evento che lo aveva profondamente segnato. Si spegne a Genova, nella sua casa affacciata sul mare che aveva cantato per tutta la vita. Con lui scompare un pezzo fondamentale della cultura musicale italiana: un artista capace di raccontare l’amore, la fragilità e il tempo con una voce unica.
