Gasparri lascia il Senato azzurro, Craxi nuovo capogruppo

In Forza Italia passa la linea del cambio dopo la rivolta dei senatori

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Si chiude con l’uscita di Maurizio Gasparri la resa dei conti in Forza Italia. Al Senato arriva Stefania Craxi, mentre il partito prova a contenere l’urto politico aperto dopo il referendum

La decisione è maturata nelle ultime ore ma il significato politico è più ampio del semplice cambio di incarico. Maurizio Gasparri lascia la guida del gruppo di Forza Italia al Senato dopo la lettera firmata da 14 senatori su 20, tra cui i ministri Maria Elisabetta Alberti Casellati e Paolo Zangrillo, che hanno chiesto un avvicendamento in nome dell’unità del partito. Al suo posto andrà Stefania Craxi. Il passaggio segna il primo approdo concreto della crisi esplosa tra gli azzurri dopo il deludente risultato del referendum sulla giustizia. A essere colpito è uno dei dirigenti più vicini al segretario Antonio Tajani, e proprio per questo il cambio al vertice del gruppo parlamentare viene letto come un ridimensionamento della sua linea interna.

La conta interna

La spinta al cambio è arrivata dal gruppo senatoriale, dove la raccolta di firme ha superato la soglia della maggioranza. La mossa, secondo le ricostruzioni emerse oggi, si inserisce nel clima di forte tensione aperto dentro Forza Italia dopo il voto, con una richiesta di rinnovamento che avrebbe trovato ascolto anche nell’area vicina alla famiglia Berlusconi. Questa parte della ricostruzione emerge da fonti giornalistiche e va letta come valutazione politica, non come presa di posizione ufficiale del partito. La scelta di Stefania Craxi punta a dare un segnale doppio: da una parte la discontinuità rispetto alla gestione precedente, dall’altra la ricerca di una figura riconoscibile e istituzionalmente solida in un momento di forte fibrillazione interna.

Il ruolo di Gasparri

Per Gasparri non si profila però un’uscita di scena. Il senatore dovrebbe essere candidato alla presidenza della commissione Esteri del Senato, incarico lasciato libero proprio da Craxi. Il voto, secondo quanto riferito oggi, è atteso nei prossimi giorni. È una soluzione che consente agli azzurri di disinnescare almeno in parte lo scontro, spostando uno degli uomini più vicini a Tajani in una casella di peso senza trasformare il cambio al gruppo in una rottura totale. Ma il segnale politico resta netto: dopo il referendum, gli equilibri interni di Forza Italia non sono più gli stessi.

La partita che si apre ora

Il punto, adesso, è capire se il sacrificio di Gasparri basterà a fermare la contestazione. Il cambio al Senato appare come una prima risposta alla richiesta di discontinuità, ma dentro il partito resta aperto il confronto sulla linea politica, sulla gestione dei congressi e sul rapporto tra il gruppo dirigente attuale e l’eredità del berlusconismo. Per Tajani è un passaggio delicato. Formalmente resta alla guida del partito, ma la sostituzione del suo uomo al Senato certifica che la crisi interna è entrata in una fase nuova: non più soltanto malumori, ma una redistribuzione vera dei rapporti di forza.