La vicenda dell’adozione che coinvolge Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani continua a far discutere, soprattutto in Italia. Dall’Uruguay, però, arriva una posizione netta da parte delle autorità competenti. Il presidente dell’Inau, Pablo Abdala, rivendica la correttezza dell’intero procedimento e sottolinea come ogni fase sia stata condotta nel rispetto delle norme. Secondo quanto ricostruito, il percorso adottivo si è sviluppato tra il 2019 e il 2023, con il coinvolgimento di più magistrati e legali incaricati di tutelare l’interesse del minore. Il bambino era stato dichiarato adottabile già nel 2018 e affidato all’ente uruguaiano, che ha poi seguito l’iter fino alla conclusione con l’adozione piena.
Il ruolo dei giudici e la scelta finale
L’Inau evidenzia come la decisione sia stata presa collegialmente, con il contributo di due giudici e dei difensori d’ufficio. Tutti i soggetti coinvolti hanno ritenuto la coppia italiana la soluzione più adeguata per il futuro del bambino.
Nel procedimento era presente anche un’altra famiglia uruguaiana interessata all’adozione. Tuttavia, la valutazione finale ha privilegiato l’inserimento del minore nel contesto costruito da Minetti e Cipriani, considerato più idoneo sotto il profilo complessivo. Un elemento centrale è stato il rapporto instaurato nel tempo. Fin dal 2019, la coppia aveva iniziato a frequentare la casa famiglia di Maldonado, creando un legame progressivo con il bambino. Questo aspetto è stato ritenuto determinante nella scelta conclusiva.
Il tema delle risorse economiche
Tra le critiche emerse, una delle più rilevanti riguarda il possibile peso delle disponibilità economiche della coppia. Su questo punto, la posizione dell’Inau è chiara: la valutazione non si è basata sul patrimonio, ma sulla qualità della relazione affettiva sviluppata con il minore. Le attività di sostegno e collaborazione con la struttura uruguaiana vengono riconosciute, ma inserite in un contesto più ampio di interazione con i bambini ospitati, pratica ritenuta ordinaria nel sistema locale.
Il viaggio negli Stati Uniti e i controlli
Un altro passaggio sotto esame riguarda il trasferimento del bambino negli Stati Uniti per un intervento chirurgico. L’Inau chiarisce che il viaggio è avvenuto dopo l’ottenimento dell’affidamento temporaneo, con autorizzazioni regolari da parte dell’ente e dell’autorità giudiziaria. Anche le verifiche sui precedenti di Nicole Minetti sarebbero state effettuate, rientrando nelle procedure standard di controllo previste nei casi di adozione internazionale.
Le polemiche e il sistema delle adozioni
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di tensioni politiche e dibattito pubblico, con critiche che hanno investito il sistema delle adozioni in Uruguay. Tuttavia, le autorità dell’Inau respingono l’idea che questa vicenda possa mettere in discussione l’intero modello. Restano aperte altre questioni, tra cui indagini su casi separati relativi alla gestione dei minori nel Paese. Temi che, pur rilevanti, vengono considerati distinti rispetto alla procedura che ha portato all’adozione del bambino da parte della coppia italiana.
