Il collagene è diventato uno degli ingredienti più presenti nel mondo degli integratori e della cura della pelle. Polveri, capsule e bevande promettono di aiutare a preservare elasticità, articolazioni e tessuti connettivi, ma tra pubblicità e consigli sui social non è sempre facile capire quali benefici siano realmente plausibili. Il collagene, in realtà, è già una delle proteine più abbondanti dell’organismo e svolge una funzione strutturale fondamentale. Con il passare degli anni la sua produzione tende però a diminuire, motivo per cui cresce l’interesse verso alimentazione e integrazione.
Collagene marino e integratori cosa sapere prima di sceglierli
Quando si parla di integratori si incontra spesso il collagene idrolizzato, ottenuto attraverso un processo che scompone la proteina in peptidi di dimensioni più piccole. Il collagene marino deriva generalmente da materie prime di origine ittica ed è costituito soprattutto da collagene di tipo I, particolarmente rappresentato nella pelle e in diversi tessuti connettivi. Non va però considerato una sostanza capace di arrivare intatta direttamente alla pelle o alle articolazioni: durante la digestione viene scomposto e assorbito sotto forma di peptidi e aminoacidi.
Proprio per questo, quando si confrontano gli integratori, è più utile guardare alla forma del collagene, alla quantità effettivamente fornita e alla composizione complessiva piuttosto che fermarsi alle promesse riportate sulla confezione. Tra le formulazioni a base di peptidi idrolizzati disponibili sul mercato rientra anche il collagene marino Nutripure. Qualunque sia il prodotto scelto, l’integrazione dovrebbe comunque inserirsi in un’alimentazione equilibrata e non essere considerata una scorciatoia per compensare abitudini poco sane.
Perché il collagene è importante per pelle e tessuti
Il collagene può essere immaginato come una sorta di impalcatura biologica. Contribuisce alla struttura di pelle, ossa, tendini, legamenti e cartilagini, insieme a numerose altre componenti dell’organismo. La produzione è continua, ma non rimane identica durante tutta la vita. L’età, l’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti, il fumo e altri fattori legati allo stile di vita possono contribuire alla progressiva perdita di qualità della matrice cutanea. È soprattutto per la pelle che gli integratori di collagene hanno attirato grande attenzione negli ultimi anni. Diverse ricerche hanno valutato gli effetti dei peptidi assunti per via orale su parametri come idratazione ed elasticità cutanea. I risultati sono interessanti, ma non significa che il collagene possa cancellare le rughe o invertire l’invecchiamento. Gli eventuali cambiamenti sono generalmente graduali e devono essere inseriti in un quadro più ampio che comprende protezione solare, alimentazione, sonno e stile di vita.
Il collagene può essere utile anche per le articolazioni
Un altro ambito molto studiato riguarda il rapporto tra collagene e salute articolare. Le cartilagini contengono collagene e con l’età possono andare incontro a cambiamenti strutturali che contribuiscono a rigidità e riduzione della funzionalità. Alcuni studi sull’integrazione con derivati del collagene hanno osservato possibili miglioramenti in determinati parametri relativi a dolore e mobilità articolare. Serve però una precisazione importante: le ricerche utilizzano tipi, dosaggi e fonti differenti di collagene, quindi i risultati ottenuti con una determinata formulazione non possono essere automaticamente estesi a qualsiasi integratore presente sul mercato. Inoltre, in presenza di dolore persistente o di una patologia articolare diagnosticata, l’integrazione non sostituisce il percorso indicato dal medico, la fisioterapia o un’attività fisica adeguata.
Cosa mangiare per sostenere la normale produzione di collagene
Prima ancora degli integratori bisogna ricordare che l’organismo produce autonomamente collagene utilizzando gli aminoacidi ricavati dall’alimentazione. Per questo una dieta varia e con un apporto proteico adeguato continua ad avere un ruolo centrale. Tra gli alimenti e i nutrienti che possono contribuire al normale funzionamento dei processi coinvolti nella formazione dei tessuti troviamo:
- proteine provenienti da pesce, carne, uova, latticini e legumi;
- alimenti ricchi di vitamina C come agrumi, kiwi, peperoni e fragole;
- fonti di zinco e rame, minerali coinvolti in numerosi processi metabolici;
- frutta e verdura, importanti per l’apporto di micronutrienti e sostanze antiossidanti;
- una corretta idratazione, importante per il normale equilibrio dei tessuti.
La vitamina C, in particolare, contribuisce alla normale formazione del collagene. Questo non significa che assumerne quantità elevate produca automaticamente più collagene, ma piuttosto che mantenere un’alimentazione varia ed evitare carenze rappresenta una delle basi per il corretto funzionamento dei normali processi fisiologici.
Collagene marino e bovino quali sono le differenze
Una delle domande più frequenti riguarda la differenza tra collagene marino e collagene bovino. La principale distinzione riguarda la materia prima di partenza. Quello marino proviene generalmente da pesce, mentre quello bovino deriva soprattutto da tessuti bovini. Il collagene marino contiene prevalentemente tipo I, mentre le formulazioni bovine possono fornire soprattutto tipo I e tipo III. Questo non significa però che uno sia automaticamente migliore dell’altro. La scelta può dipendere dalla formulazione, dalla provenienza delle materie prime, dalla quantità di peptidi fornita e dalle esigenze personali.
Chi soffre di allergia al pesce deve prestare particolare attenzione ai prodotti di origine marina e controllare sempre l’etichetta. Allo stesso modo, chi segue particolari regimi alimentari o presenta condizioni mediche specifiche dovrebbe verificare la compatibilità dell’integratore prima di assumerlo.
Quanto tempo serve prima di vedere eventuali risultati
Il collagene non è un integratore dal quale aspettarsi un effetto immediato. Gli studi che hanno rilevato cambiamenti su pelle o apparato muscoloscheletrico hanno generalmente valutato un’assunzione protratta nel tempo, spesso per diverse settimane. Questo è uno dei motivi per cui è meglio diffidare delle promesse di trasformazioni visibili dopo pochi giorni. Anche il dosaggio non è identico in tutte le ricerche e varia in funzione della formulazione e dell’obiettivo analizzato. La scelta più sensata rimane quindi attenersi alle indicazioni del prodotto ed evitare di aumentare autonomamente le quantità nella convinzione che una dose maggiore produca necessariamente un beneficio maggiore. Gli integratori non dovrebbero inoltre essere utilizzati per trattare autonomamente un problema medico. In caso di dolore articolare importante, patologie diagnosticate, gravidanza, allattamento, allergie o terapie farmacologiche è opportuno chiedere consiglio a un professionista sanitario.
Il collagene non sostituisce uno stile di vita sano
L’interesse crescente per il collagene marino è comprensibile, soprattutto perché pelle e articolazioni sono due aspetti del benessere che acquistano maggiore importanza con il passare degli anni. Le ricerche sull’integrazione hanno prodotto risultati interessanti, ma è utile evitare sia lo scetticismo assoluto sia aspettative eccessive. Una dieta equilibrata, un buon apporto proteico, l’attività fisica, la protezione della pelle dal sole e l’assenza di fumo continuano ad avere un peso fondamentale. L’integratore può eventualmente affiancare queste abitudini, ma non sostituirle: come spesso accade nel campo del benessere, il risultato dipende meno da un singolo prodotto e molto di più dalla continuità delle scelte quotidiane.
