L'estate infinita di Report non accenna a finire. Anzi, quella che per settimane è stata una battaglia attorno alla permanenza di Sigfrido Ranucci alla guida del programma si è trasformata in qualcosa di più profondo: una resa dei conti dentro la redazione, con vecchie alleanze che si spezzano, nuovi conduttori messi immediatamente sotto osservazione e un appuntamento che potrebbe diventare decisivo già nei prossimi giorni.
La Rai ha scelto Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi per guidare la prossima stagione della trasmissione di Rai3. Ma la decisione, anziché chiudere il caso, ha aperto un secondo fronte. Gli inviati storici hanno definito la scelta «irricevibile» e una parte molto ampia della squadra continua a chiedere un ripensamento. Secondo le ricostruzioni pubblicate nelle ultime ore, soltanto una minoranza della redazione avrebbe finora espresso un sostegno esplicito alla nuova coppia.
La guerra ormai è dentro la redazione
Il passaggio più delicato arriverà mercoledì, quando il direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini dovrebbe incontrare la redazione. È il tentativo di ricomporre una frattura che rischia di mettere in discussione non soltanto gli equilibri interni, ma perfino la costruzione della prossima stagione. La prima puntata è prevista per l'8 novembre, mentre una parte degli inviati continua a prospettare l'uscita dal programma se l'azienda non cambierà linea.
La Rai, almeno finora, non mostra intenzione di tornare indietro. L'azienda rivendica la scelta di due giornalisti interni selezionati attraverso il concorso e parla di rafforzamento del giornalismo investigativo. Presutti ha già lavorato a lungo per Report; Piervincenzi ha un'esperienza televisiva costruita anche sul giornalismo sul campo ed era già impegnato su un'inchiesta destinata alla trasmissione.
Il problema, però, non riguarda più soltanto curriculum e conduzione. La vicenda è diventata un conflitto sulla fiducia. Una parte della redazione storica ritiene che la nuova soluzione sia stata imposta senza un confronto sufficiente. Dall'altra parte, a Viale Mazzini viene ricordato che alcune richieste avanzate dagli inviati sono state accolte, a cominciare dall'indicazione di Bernardo Iovene e Giulio Valesini come capi autori e punti di riferimento della squadra.
Presutti e il caso Lavitola
A complicare ulteriormente il quadro è arrivata la vicenda di Giulia Presutti. Una fotografia pubblicata nei giorni scorsi la mostra nel ristorante romano riconducibile a Valter Lavitola, figura centrale nell'inchiesta giudiziaria nata dopo l'attentato contro Ranucci.
Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, Presutti avrebbe spiegato in ambienti a lei vicini di essere stata nel locale una volta nel 2024, accompagnata dalla giornalista Laura Cianfoni. A quel punto è intervenuto direttamente Ranucci, che ha voluto precisare pubblicamente di non averle mai chiesto di recarsi da Lavitola «per motivi di lavoro». L'ex conduttore ha aggiunto di aver appreso successivamente di altri incontri legati, a suo dire, a progetti dei quali non sarebbe stato informato. Si tratta della versione fornita da Ranucci, non di una ricostruzione indipendentemente accertata.
Il cortocircuito è evidente. Presutti non è un corpo estraneo alla storia recente di Report: era stato proprio Ranucci a richiamarla per due volte nella squadra negli anni precedenti. Ora, però, nel clima avvelenato seguito alla sua rimozione, ogni legame e ogni episodio passato vengono riletti alla luce della battaglia in corso.
Anche Piervincenzi finisce sotto la lente
Non è rimasto fuori dalla tempesta neppure Daniele Piervincenzi. Nelle ultime ore l'attenzione interna si è concentrata sui suoi rapporti pregressi con il mondo del rugby romano e sulla circostanza che anche Paolo Corsini abbia frequentato, in anni diversi, lo stesso ambiente sportivo.
Il Corriere riferisce che all'interno della redazione qualcuno starebbe verificando l'esistenza di fotografie o altri elementi che documentino una conoscenza tra i due. Al momento, però, non è emerso alcun elemento che dimostri condizionamenti o rapporti impropri nella scelta del nuovo conduttore. La comune frequentazione di un ambiente sportivo, da sola, non consente naturalmente di trarre conclusioni sulla procedura adottata dalla Rai.
È proprio questo il segno di quanto sia precipitato il clima: i giornalisti che per anni hanno indagato sui rapporti di potere stanno adesso applicando lo stesso metodo alle dinamiche della propria redazione.
La vecchia squadra prende le distanze anche da Ranucci
Ma sarebbe sbagliato leggere la crisi semplicemente come una redazione compatta contro la Rai e schierata integralmente con Ranucci. Nelle ultime ore è emersa anche una frattura con l'ex conduttore.
Giorgio Mottola, uno degli inviati più riconoscibili del programma, pur contestando duramente la scelta aziendale, ha criticato Ranucci per il rapporto personale con Lavitola, definendone inopportuna la gestione. Un giudizio che segnala quanto la vecchia squadra, pur difendendo l'autonomia e la continuità di Report, non intenda necessariamente assumere una difesa senza riserve dell'ex direttore.
È qui che la vicenda assume i contorni di una vera implosione. Ranucci combatte contro la sua rimozione e i suoi legali hanno formalmente contestato il provvedimento, chiedendo alla Rai di indicare con precisione i fatti che giustificherebbero la decisione. Ma contemporaneamente alcuni dei giornalisti cresciuti con lui stanno rivendicando una propria autonomia e rileggendo criticamente passaggi della gestione precedente.
Ranucci prepara la battaglia legale
L'ex conduttore considera la rimozione illegittima e non sembra intenzionato ad accettare una delle tre ricollocazioni proposte dall'azienda: un incarico al Tg3, uno a RaiNews24 oppure una sede di corrispondenza all'estero. I suoi legali hanno aperto la strada a un possibile ricorso e chiedono il reintegro in un ruolo equivalente.
La Rai, dal canto suo, ha motivato internamente la scelta richiamando la necessità di tutelare credibilità, indipendenza e serenità produttiva del programma. Ranucci respinge queste valutazioni e chiede che vengano indicate circostanze precise, non formule generiche. Se non arriverà una composizione, il prossimo capitolo potrebbe dunque essere scritto davanti al giudice del lavoro.
L'8 novembre è vicino, ma Report è ancora senza pace
Il paradosso è che tutti assicurano di voler difendere Report, ma ciascuno sembra ormai avere un'idea diversa di quale Report debba sopravvivere.
La Rai vuole andare avanti con Presutti e Piervincenzi. Gli inviati storici reclamano un modello più collegiale e minacciano di non partecipare alla nuova stagione. Ranucci combatte per il proprio reintegro. E persino il rapporto tra l'ex conduttore e una parte della squadra che ha guidato per anni mostra crepe ormai pubbliche.
Mercoledì il confronto con Corsini dirà se esiste ancora uno spazio per una tregua. In caso contrario, il tormentone televisivo e politico dell'estate rischia di trasformarsi nella crisi editoriale dell'autunno: con una data di messa in onda già fissata, due conduttori designati e una redazione che, per il momento, appare ancora lontanissima dall'essere una squadra.
