Alto Adige, Zenorini lascia la giunta per curarsi: resta alla guida della Lega

L’ex frate francescano affronta un ciclo di terapie e lascia l’incarico di assessore a Laives

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Paolo Zenorini, 50 anni, si prepara a un mese di cure in ospedale. Si dimette dalla giunta di Laives ma resta segretario della Lega altoatesina. Al suo posto dal 15 settembre arriva Giuliano Vettorato

LAIVES. Una pausa imposta dalla salute, ma non un addio alla politica. Paolo Zenorini, segretario della Lega in Alto Adige ed ex frate francescano, lascia l’incarico di assessore comunale a Laives per affrontare un ciclo di terapie che lo terrà impegnato in ospedale per circa un mese. Una scelta maturata dopo un periodo nel quale aveva continuato a svolgere le proprie funzioni nonostante la malattia e diventata inevitabile con l’avvicinarsi di una fase di cure più impegnativa.

Dal 15 settembre il suo posto nell’esecutivo comunale sarà occupato da Giuliano Vettorato, già vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano e assessore nella stessa giunta di Laives tra il 2015 e il 2018. A Vettorato passeranno le deleghe allo sport, al tempo libero, alla mobilità e ai trasporti. Il cambio è stato confermato ufficialmente dal Comune di Laives il 10 settembre.

La malattia e il passo indietro dalla giunta

Zenorini, bolzanino classe 1976, ha scelto di rinunciare all’incarico amministrativo perché nei prossimi mesi non potrebbe garantire la presenza quotidiana richiesta dal ruolo. La malattia, affrontata inizialmente mantenendo il massimo riserbo, lo ha portato anche a rivedere le priorità personali e professionali.

Non lascia però la guida provinciale della Lega. Il mandato da segretario proseguirà fino al congresso previsto nel 2027 e l’intenzione è quella di tornare pienamente operativo dopo le cure, seguendo anche il lavoro della coalizione in vista dei prossimi appuntamenti politici. La fase terapeutica gli impedirà invece di partecipare ad alcuni eventi di partito, compreso il raduno di Pontida.

Zenorini era stato eletto segretario della Lega altoatesina nell’aprile 2024, al termine di un lungo periodo di commissariamento del partito provinciale.

Dal convento all’impresa e alla politica

Il percorso personale del dirigente leghista è lontano da quello tradizionale di molti esponenti di partito. A 19 anni entrò tra i francescani ad Assisi, esperienza conclusa intorno ai 28 anni. Ha conseguito due lauree, in teologia e psicologia, e successivamente ha costruito una famiglia e avviato un’attività imprenditoriale.

L’uscita dall’ordine francescano non ha coinciso con un abbandono della fede. Zenorini continua a definirsi cattolico praticante e considera l’impegno politico una delle possibili forme di servizio alla comunità. La scelta della Lega è maturata soprattutto attorno ai temi del federalismo, dell’autonomia dei territori e della tutela della piccola e media impresa.

Le distanze da Vannacci

Sul piano politico resta aperto anche il confronto con l’area riconducibile a Roberto Vannacci, che in Alto Adige ha attirato alcuni esponenti provenienti dalla Lega, tra cui l’ex assessore provinciale Massimo Bessone.

Zenorini considera particolarmente problematiche alcune posizioni attribuite a quell’area politica, soprattutto sul tema della disabilità e sull’ipotesi di classi scolastiche separate. La sua linea punta invece a difendere la specificità altoatesina e la convivenza tra cittadini di lingua italiana, tedesca e ladina, considerata incompatibile con impostazioni politiche percepite come troppo rigide sul terreno identitario.

Migranti, accoglienza e identità

L’esperienza francescana continua a emergere anche nelle posizioni sull’immigrazione. Per Zenorini l’accoglienza non può essere separata dalla capacità concreta di integrare chi arriva. La sua posizione è favorevole a flussi regolari, collegati anche alle esigenze del mercato del lavoro, ma accompagnati da condizioni dignitose e da strumenti che evitino lo sfruttamento.

Nella sua lettura non esiste quindi una contraddizione automatica tra una politica più rigorosa sui flussi migratori e la tradizione francescana. Il nodo resta la possibilità di garantire un’accoglienza effettiva, evitando che l’arrivo in Italia si traduca in clandestinità, lavoro sottopagato o marginalità sociale.

Il confronto sul fine vita

La malattia ha reso ancora più personale anche la riflessione sul fine vita. Zenorini ritiene che la politica non possa più rinviare un confronto su situazioni nelle quali una persona sia mantenuta in vita per anni attraverso trattamenti e tecnologie mediche.

La sua posizione distingue il tema dell’accanimento terapeutico da quello più generale dell’eutanasia e richiama anche la dottrina cattolica sulla proporzionalità delle cure. Sul caso altoatesino ritiene che il dibattito avrebbe avuto bisogno di un percorso più ampio di confronto con la società civile, in grado di preparare una scelta normativa su una materia destinata a diventare sempre più centrale con l’evoluzione della medicina.

Per Zenorini, dunque, la sospensione dell’attività amministrativa rappresenta prima di tutto una necessità legata alle cure. La politica provinciale, però, resta nel suo orizzonte. Dopo il passaggio di consegne a Vettorato, la priorità immediata sarà la salute, mentre il futuro alla guida della Lega altoatesina verrà valutato alla scadenza naturale del mandato.