Sarah Arrighi, la comandante della Bergamini in missione nel Mar Rosso

La fregata italiana impegnata nell'operazione Aspides ha garantito il transito sicuro di 48 mercanti

sarah arrighi la comandante della bergamini in missione nel mar rosso

Sarah Arrighi, 42 anni, guida la fregata missilistica Carlo Bergamini dal 10 agosto. Nel Mar Rosso coordina le operazioni di scorta alle navi commerciali. La missione è difensiva, ma l'equipaggio è addestrato a rispondere a eventuali attacchi.

Dal 14 giugno sono 48 le navi mercantili accompagnate in sicurezza attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb dalla fregata italiana Carlo Bergamini, impegnata nell'operazione europea Eunavfor Aspides. A guidare l'unità della Marina militare è il capitano di fregata Sarah Arrighi, 42 anni, originaria di Castel Goffredo, in provincia di Mantova, che dal 10 agosto ha assunto il comando della nave missilistica. In un'intervista al Corriere della Sera, la comandante ha descritto le attività di protezione del traffico commerciale nel Mar Rosso, un'area nella quale il rischio di attacchi impone alle unità militari di mantenere un elevato livello di prontezza operativa.

La missione nel Mar Rosso e la protezione dei mercantili

La fregata Carlo Bergamini opera nel quadro della missione europea Aspides, istituita per contribuire alla sicurezza della navigazione commerciale nel Mar Rosso e nelle acque circostanti, dove gli attacchi degli Houthi hanno messo a rischio il transito delle navi.

La comandante Arrighi ha spiegato che l'attività dell'unità italiana mantiene una natura strettamente difensiva. I sistemi d'arma presenti a bordo sono destinati alla protezione della fregata e dei mercantili scortati, con la possibilità di intervenire qualora si verifichino attacchi durante la navigazione.

L'operazione si svolge in uno scenario che può cambiare rapidamente. Pur descrivendo come regolare il traffico marittimo osservato nelle ultime ore, la comandante ha sottolineato la necessità di mantenere costante l'attenzione e di prepararsi a ogni eventualità.

Dal 14 giugno la nave italiana ha garantito il passaggio in sicurezza dello stretto di Bab el-Mandeb a 48 mercantili, in prevalenza battenti bandiera italiana. Nell'ultimo periodo l'equipaggio ha completato tre operazioni di scorta e si prepara ad affrontarne una quarta.

Ogni attraversamento richiede circa 21 ore di navigazione, a una velocità di 18 nodi. Il percorso collega il Golfo di Aden alla parte meridionale del Mar Rosso, attraversando lo stretto che separa la penisola arabica dal continente africano. La direzione della navigazione cambia a seconda che il mercantile sia diretto verso il Mediterraneo oppure verso l'Oceano Indiano.

Un equipaggio di 160 persone, con un'età media di 28 anni

A bordo della Carlo Bergamini operano circa 160 militari, con un'età media di 28 anni. Le donne rappresentano il 30 per cento del personale imbarcato, un dato che la comandante Arrighi ha richiamato parlando della composizione dell'equipaggio e delle competenze necessarie per affrontare le operazioni nel Mar Rosso.

Il coordinamento tra i diversi reparti assume un'importanza particolare durante le missioni di scorta, quando ogni componente dell'equipaggio deve conoscere le proprie responsabilità e mantenere un collegamento costante con gli altri settori della nave.

La comandante ha evidenziato la preparazione dei militari imbarcati e il rapporto di fiducia che caratterizza il lavoro a bordo. Nelle sue valutazioni, l'addestramento e la capacità di operare in modo coordinato rappresentano elementi fondamentali per affrontare eventuali situazioni di emergenza.

Sarah Arrighi ha assunto il comando della fregata il 10 agosto, dopo un percorso professionale che l'aveva già portata alla guida di un'unità navale nel 2017. In quell'anno aveva comandato il pattugliatore Spica, impegnato nel Mediterraneo.

La sua formazione è legata anche all'esperienza maturata sotto la guida dell'ammiraglio Enrico Credendino, già capo di Stato maggiore della Marina militare, che ne ha sottolineato le capacità di comando e l'autorevolezza nella gestione del personale.

Anche l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, ha espresso apprezzamento per il percorso professionale della comandante, pur precisando di non aver avuto occasione di lavorare direttamente con lei.

Il precedente degli attacchi alle navi italiane

La presenza della fregata Bergamini nel Mar Rosso si inserisce in un contesto di sicurezza che ha già richiesto interventi militari da parte delle unità italiane.

Nel 2024 la fregata Federico Martinengo, allora non ancora coinvolta negli episodi citati, operava nello stesso quadro di protezione della navigazione commerciale. La fregata Virginio Fasan aveva invece impiegato il proprio armamento contro minacce provenienti da droni, esplodendo 120 colpi di cannone.

Successivamente, il cacciatorpediniere Caio Duilio aveva abbattuto analoghi velivoli senza pilota utilizzando i sistemi d'arma di bordo, compresi cannoni e missili.

Sono precedenti che dimostrano la possibilità di un confronto diretto con le minacce presenti nell'area, pur nell'ambito di una missione autorizzata a intervenire esclusivamente per finalità difensive.

La comandante Arrighi ha confermato che l'equipaggio della Bergamini è preparato ad affrontare eventuali attacchi, pur auspicando che non si renda necessario ricorrere alle armi durante le operazioni di scorta.

La presenza italiana e il rafforzamento della sicurezza marittima

La missione Aspides, attualmente a guida greca, prevede la partecipazione di diversi Paesi europei. Secondo la situazione descritta nell'intervista, le fregate operative nell'area sono al momento due, una italiana e una greca.

Il dispositivo navale si trova a operare in una fase di crescente attenzione per la sicurezza dei collegamenti commerciali tra l'Asia e l'Europa.

Il 18 settembre la Marina militare italiana ha comunicato che la fregata Carlo Bergamini aveva accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia Ignazio Messina & C., durante il transito verso nord attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb.

L'operazione rientra nelle attività di protezione svolte dalla missione europea per garantire la continuità della navigazione in una delle rotte più importanti per il commercio internazionale.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inoltre sollecitato un rafforzamento della presenza navale nel Mar Rosso, richiamando i rischi che un'eventuale interruzione dei collegamenti potrebbe comportare per l'economia italiana e per il traffico commerciale.