Report, rivolta interna sul possibile ritorno di Ranucci

Autori e inviati contro l’ipotesi del reintegro: «O lui o noi». Decide il giudice del lavoro

report rivolta interna sul possibile ritorno di ranucci

Alta tensione nella redazione di Report mentre si attende la decisione sul ricorso di Sigfrido Ranucci. Alcuni giornalisti sarebbero pronti a lasciare il programma se l’ex conduttore venisse reintegrato

Il futuro di Report si gioca ormai su due fronti, quello giudiziario e quello interno alla redazione. Mentre il Tribunale del Lavoro di Roma deve pronunciarsi sul ricorso urgente presentato da Sigfrido Ranucci contro la decisione della Rai di rimuoverlo dalla conduzione, tra alcuni degli storici giornalisti del programma sarebbe maturata una posizione netta: se l’ex conduttore dovesse tornare alla guida della trasmissione, sarebbero loro a lasciare.

«O lui o noi». È la sintesi, riportata dal Corriere della Sera, del clima che si respirerebbe negli uffici di via Teulada. Una contrapposizione che avrebbe ormai superato il terreno delle divergenze professionali per trasformarsi, secondo le testimonianze raccolte, in una questione di «opportunità e incompatibilità».

Il clima nella redazione

La tensione sarebbe cresciuta nelle ultime settimane, dopo la rimozione di Ranucci dalla conduzione decisa a fine agosto. Il giornalista continua a frequentare gli uffici della Rai e la sua presenza, secondo quanto riferito da alcuni componenti della redazione, avrebbe contribuito a rendere ancora più difficile la convivenza.

Il quadro descritto è quello di rapporti deteriorati. Alcuni giornalisti sostengono di preferire conversare nei corridoi per evitare di essere ascoltati e parlano di un clima diventato «grottesco». Dichiarazioni che fotografano una frattura profonda, ma che restano testimonianze raccolte dalla stampa e non rappresentano una presa di posizione ufficiale dell’intera redazione o dell’azienda.

La prospettiva di un reintegro imposto dal giudice rende la situazione ancora più delicata. La nuova stagione di Report è prevista dall’8 novembre e la Rai ha già individuato in Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi i volti della nuova conduzione.

La partita davanti al giudice

Sul piano giudiziario, però, nulla è ancora deciso. Ranucci ha presentato il 15 settembre un ricorso urgente, ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, chiedendo di annullare il provvedimento con il quale è stato rimosso e di essere reintegrato nelle mansioni di autore e conduttore prima dell’inizio della nuova stagione.

L’udienza si è svolta il 25 settembre davanti al Tribunale del Lavoro di Roma. La giudice Donatella Casari ha ritenuto il procedimento cautelare sufficientemente istruito e ha concesso alle parti fino al 30 settembre per depositare le proprie note. Solo successivamente arriverà il provvedimento.

Nel frattempo è stato prorogato di quindici giorni anche il termine entro il quale Ranucci dovrebbe scegliere una delle destinazioni alternative prospettate dall’azienda: un incarico a RaiNews, uno al Tg3 oppure la corrispondenza dal Cairo.

All’udienza era presente anche il direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, arrivato in tribunale come persona informata sui fatti nel caso in cui il giudice avesse deciso di ascoltarlo. Non è stato sentito.

Lo scontro con la Rai

La battaglia sul futuro di Report si inserisce in uno scontro più ampio tra il giornalista e l’azienda. Ranucci, che aveva assunto la conduzione del programma nel 2017 dopo l’era di Milena Gabanelli, ha contestato fin dall’inizio la legittimità della sua rimozione, sostenendo di averne appreso la notizia attraverso le agenzie di stampa.

Parallelamente, la Rai ha avviato nei suoi confronti una contestazione disciplinare legata alla vicenda dei rapporti con Valter Lavitola. Secondo l’azienda sarebbero emersi profili relativi alla possibile violazione di norme interne. La Rai ha precisato che questo procedimento è distinto dal contenzioso sulla conduzione della trasmissione.

La rimozione, secondo la posizione aziendale emersa nelle scorse settimane, risponderebbe invece a valutazioni editoriali ed è stata disposta dalla direzione Approfondimento.

Il futuro di Report

Il nodo diventa così anche editoriale. La Rai sta preparando un Report profondamente rinnovato, con una nuova coppia di conduttori e modifiche alla struttura della trasmissione. Un eventuale reintegro deciso dal tribunale potrebbe costringere l’azienda a rivedere un assetto già impostato in vista dell’esordio dell’8 novembre.

Ma è soprattutto la frattura all’interno del gruppo di lavoro a rappresentare l’incognita più difficile da gestire. Se le intenzioni attribuite ad alcuni degli inviati e degli autori storici dovessero tradursi realmente in dimissioni o richieste di trasferimento, il ritorno di Ranucci potrebbe aprire immediatamente un nuovo fronte.

Prima, però, c’è il passaggio decisivo davanti al giudice. Le parti depositeranno le note entro il 30 settembre. Dopo quella data il Tribunale del Lavoro di Roma potrà pronunciarsi sul ricorso e stabilire se Sigfrido Ranucci debba tornare alla guida del programma che ha condotto per nove anni.