L’effetto Eni comincia ad allargarsi alla concorrenza. Dopo la decisione del gruppo energetico italiano di fissare per un mese un tetto al prezzo di benzina e gasolio, anche Socar interviene sul caro carburanti e annuncia una misura destinata alla rete di Italiana Petroli, controllata dal gruppo azero.
Il meccanismo, tuttavia, non sarà identico. Socar ha deciso di fissare limiti ai prezzi praticati dalla rete Ip, ma non ha indicato un prezzo massimo nazionale unico come quello annunciato da Eni. I valori saranno determinati tenendo conto delle diverse condizioni della rete e, secondo la società, della necessità di garantire la sostenibilità economica della filiera distributiva.
La misura sarà introdotta progressivamente e, in una fase successiva, coinvolgerà anche le stazioni a marchio Esso gestite dal gruppo.
La mossa di Socar
L’annuncio arriva in una fase particolarmente delicata per automobilisti e imprese, alle prese con quotazioni dei carburanti tornate su livelli molto elevati. Socar, che l’8 maggio ha completato l’acquisizione di Italiana Petroli da Api Holding, presenta la scelta come un rafforzamento del proprio impegno sul mercato italiano.
La società azera spiega di voler fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete, ma lascia aperta la possibilità di differenziare i valori. L’obiettivo dichiarato è conciliare il contenimento dei costi alla pompa con la tenuta di una filiera composta da migliaia di operatori.
La compagnia collega inoltre l’iniziativa all’appello rivolto dal governo italiano agli operatori del settore affinché contribuiscano a ridurre l’impatto del caro energia su famiglie e imprese.
La differenza con il tetto Eni
Il confronto con Eni è inevitabile. Il gruppo ha scelto una formula più immediata: dal 28 settembre e per trenta giorni, negli impianti Enilive il prezzo massimo sarà di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio.
Il tetto potrà essere prorogato fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Il price cap è inoltre collegato alle agevolazioni fiscali sulle accise attualmente in vigore e potrà quindi essere modificato nel caso di variazioni della componente fiscale.
Per Ip, invece, al momento non esistono due soglie nazionali analoghe. La società parla di limiti ai prezzi e di un’applicazione progressiva, lasciando quindi spazio a valori differenti in funzione delle condizioni della rete.
La distinzione è importante: non significa che ogni distributore Ip venderà benzina e gasolio allo stesso prezzo, ma che Socar intende intervenire sui listini per contenerne il livello.
Il diesel corre verso 2,50 euro in autostrada
L’intervento delle compagnie arriva mentre i prezzi continuano a salire. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla rete stradale il gasolio self è arrivato intorno a 2,377 euro al litro, mentre la benzina si colloca poco sopra 2,15 euro.
Ancora più pesante la situazione sulle autostrade, dove il diesel ha raggiunto circa 2,459 euro al litro, avvicinandosi alla soglia psicologica dei 2,50 euro. È proprio rispetto a questi livelli che il tetto annunciato da Eni assume un peso significativo: il limite di 2,19 euro sul gasolio è sensibilmente inferiore alle medie registrate negli ultimi giorni.
La pressione sui prezzi è legata alla difficile situazione internazionale, alla riduzione dell’offerta di prodotti raffinati e alle tensioni sulle catene di approvvigionamento. A pesare è anche la capacità di raffinazione europea, diminuita negli ultimi anni con la chiusura di numerosi impianti.
La concorrenza si muove
La decisione di Socar mostra però anche un altro effetto dell’iniziativa Eni: il mercato comincia a reagire. In un settore nel quale pochi centesimi al litro possono orientare le scelte degli automobilisti, mantenere listini sensibilmente superiori a quelli della concorrenza può tradursi rapidamente in una perdita di clienti.
È un meccanismo che potrebbe spingere altri operatori a intervenire, soprattutto se le differenze alla pompa dovessero diventare consistenti. Al tempo stesso, alcune associazioni dei gestori hanno sollevato dubbi sulla capacità delle reti più piccole di sostenere una competizione sui prezzi con i grandi gruppi energetici.
Il governo ha scelto finora di sollecitare interventi volontari delle compagnie, mentre continua il confronto sulle possibili misure contro il caro carburanti e sulla tassazione degli extraprofitti energetici. Le diverse forze politiche hanno espresso posizioni differenti sull’efficacia di questa strategia e sull'opportunità di interventi pubblici più diretti.
Ora gli occhi sono sulle altre compagnie
Con Eni e Socar-Ip in campo, la questione diventa quindi capire se l’effetto concorrenza coinvolgerà anche gli altri grandi marchi presenti sulle strade italiane.
Per gli automobilisti il primo banco di prova arriverà già dal 28 settembre, quando scatteranno i tetti di Enilive. Per la rete Ip, invece, l’applicazione dei nuovi limiti sarà progressiva. Successivamente il meccanismo sarà esteso anche alle stazioni Esso interessate dall’operazione.
Se altre compagnie dovessero seguire la stessa strada, quella partita come iniziativa di un singolo operatore potrebbe trasformarsi in una più ampia competizione al ribasso sui prezzi alla pompa. Con benzina sopra i due euro e diesel ormai vicino ai 2,50 euro in autostrada, anche pochi centesimi di differenza possono diventare decisivi per milioni di automobilisti.
