Leone XIV, operazione al polmone: il viaggio in Perù resta confermato

Un nodulo scoperto dopo i controlli medici. Il Papa sarà operato al Gemelli

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L'amico agostiniano Alejandro Moral Anton racconta la sua serenità. In Vaticano l'annuncio sorprende la Curia

La decisione è arrivata dopo alcuni controlli medici, effettuati inizialmente per verificare quella che si riteneva potesse essere un'infiammazione. Poi la scoperta di un nodulo polmonare, il confronto con i medici e la scelta di intervenire senza perdere tempo. Papa Leone XIV, 71 anni, si prepara a un'operazione chirurgica al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, ma non intende rinunciare al viaggio apostolico in Sudamerica previsto per novembre. La missione, che comprende Uruguay, Argentina e Perù, resta confermata, almeno fino a nuove indicazioni della Santa Sede.

Il Pontefice, Robert Francis Prevost, ha scelto di comunicare personalmente le proprie condizioni di salute durante l'Angelus di domenica 11 ottobre, sorprendendo i fedeli raccolti in piazza San Pietro e gran parte dei collaboratori vaticani. Un annuncio pronunciato con tono pacato, senza nascondere la necessità dell'intervento e senza fornire dettagli sulla natura del nodulo.

I controlli per un'infiammazione e la scoperta del nodulo

Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, gli accertamenti sarebbero stati effettuati per approfondire un problema inizialmente considerato di natura infiammatoria. Gli esami hanno invece individuato una formazione polmonare che i medici hanno ritenuto opportuno rimuovere chirurgicamente.

Il Papa ha spiegato che il nodulo è stato scoperto in una fase molto iniziale e risulta ben localizzato. Non sono stati diffusi ulteriori dettagli clinici, né è stata comunicata una diagnosi definitiva sulla natura della lesione.

La scelta di procedere rapidamente risponde alle indicazioni dell'équipe sanitaria. L'intervento è previsto nei primi giorni della settimana e sarà eseguito al Gemelli, struttura che ha seguito anche il predecessore Papa Francesco durante i suoi ricoveri.

Il direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, ha precisato che la permanenza in ospedale dopo l'operazione dovrebbe durare circa una settimana. La previsione riguarda il decorso atteso e potrà essere aggiornata in base alle condizioni del Pontefice.

L'annuncio all'Angelus e la sorpresa dei collaboratori

La comunicazione pubblica è arrivata al termine della preghiera domenicale, davanti ai pellegrini presenti in Vaticano.

«Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone», ha spiegato Leone XIV, aggiungendo che la formazione è stata individuata precocemente e che l'intervento è stato consigliato dai sanitari.

Il Papa ha quindi confermato di aver accettato le indicazioni mediche e di essersi affidato alla preghiera dei fedeli.

La notizia ha sorpreso anche una parte consistente della Curia romana. Secondo quanto ricostruito da Repubblica, i controlli erano rimasti riservati a una cerchia molto ristretta, comprendente il segretario particolare don Edgar Rimaycuna, il medico curante Luigi Carbone e pochissime altre persone.

Carbone, già medico di Papa Francesco, segue il Pontefice anche durante i viaggi internazionali. La riservatezza mantenuta fino all'annuncio ha evitato che la questione sanitaria diventasse oggetto di indiscrezioni prima della comunicazione ufficiale.

L'amico agostiniano: «Vuole rispettare gli impegni di novembre»

A spiegare il possibile legame tra la rapidità dell'operazione e il calendario internazionale è Alejandro Moral Anton, religioso agostiniano molto vicino al Pontefice.

Per dodici anni è stato il suo numero due alla guida dell'Ordine di Sant'Agostino, per poi succedergli come priore generale. Conosce quindi da vicino il carattere e il metodo di lavoro di Robert Francis Prevost.

Intervistato da Repubblica, Moral Anton ha espresso la convinzione che il Papa abbia scelto di anticipare il più possibile l'intervento per salvaguardare gli appuntamenti pastorali già programmati.

Il religioso ha descritto Leone XIV come un uomo estremamente calmo, capace di affrontare anche un passaggio delicato come un'operazione chirurgica senza lasciarsi dominare dall'apprensione.

Si tratta di valutazioni personali dell'amico agostiniano, non di una spiegazione ufficiale fornita dai medici o dalla Santa Sede. Tuttavia, la vicinanza tra i due rende significativa la testimonianza sul modo in cui il Pontefice sta affrontando la situazione.

Il viaggio in Perù, Argentina e Uruguay non viene rinviato

La questione più immediata riguarda il programma internazionale del Pontefice. Dal 6 al 17 novembre è prevista una visita pastorale in Uruguay, Argentina e Perù, tre Paesi legati alla storia personale e al percorso ecclesiastico di Leone XIV.

L'Argentina occupa un posto importante nella rete di relazioni dell'Ordine agostiniano, mentre il Perù rappresenta un capitolo fondamentale della biografia del Papa. Prevost ha trascorso molti anni nel Paese sudamericano, dove ha svolto attività missionaria e successivamente ha guidato la diocesi di Chiclayo.

Il legame con il popolo peruviano è rimasto particolarmente forte anche dopo la sua elezione al pontificato nel maggio 2025.

Non a caso, poco prima di annunciare l'intervento, Leone XIV aveva salutato i fedeli peruviani presenti in piazza San Pietro, facendo riferimento proprio al viaggio pastorale programmato per novembre.

La volontà di mantenere l'impegno è quindi evidente, anche se l'effettiva realizzazione della trasferta dipenderà inevitabilmente dall'esito dell'operazione e dal recupero postoperatorio.

Alla mattina di lunedì 12 ottobre non risultano modifiche ufficiali al calendario sudamericano. Potrebbero invece subire variazioni le udienze e gli appuntamenti previsti durante il ricovero e la convalescenza.

Il Gemelli e le valutazioni dei medici

Dal punto di vista sanitario, la scoperta di un nodulo polmonare non equivale automaticamente a una diagnosi oncologica. Le formazioni di questo tipo possono avere origini differenti, comprese condizioni benigne o esiti di processi infiammatori.

La decisione di procedere all'asportazione dipende da diversi fattori, tra cui le caratteristiche della lesione, le dimensioni, la posizione e gli elementi emersi dagli esami diagnostici.

Nel caso di Leone XIV, non sono stati comunicati dati sufficienti per stabilire la natura del nodulo o formulare ipotesi attendibili sull'esito istologico.

Le indicazioni ufficiali si limitano alla localizzazione della formazione, alla sua individuazione precoce e alla valutazione medica favorevole all'intervento.

Il quadro pubblico resta quindi circoscritto alle informazioni fornite direttamente dal Pontefice e dalla Sala Stampa vaticana. Ulteriori dettagli potranno emergere soltanto attraverso comunicazioni cliniche autorizzate.

Le reazioni delle istituzioni italiane

L'annuncio ha suscitato immediate manifestazioni di vicinanza da parte delle istituzioni.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso la solidarietà del popolo italiano al Pontefice, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato la serenità mostrata da Leone XIV nel comunicare la propria condizione.

La notizia è stata accolta con partecipazione anche dalle comunità cattoliche internazionali, in particolare nei Paesi sudamericani che attendono la visita pastorale.

Per i fedeli peruviani, il viaggio di novembre rappresenta un appuntamento particolarmente importante: sarebbe il ritorno del Papa in un Paese che considera parte integrante della propria esperienza umana e religiosa.

Le prossime ore decisive per l'agenda pontificia

L'attenzione si concentra ora sul ricovero al Gemelli e sulle successive comunicazioni della Santa Sede. La data esatta dell'intervento e i dettagli del decorso saranno determinanti per definire gli impegni delle prossime settimane.

Il programma di novembre rimane sul tavolo, senza annunci di rinvio. La distanza di alcune settimane tra l'operazione e la partenza potrebbe consentire un periodo di recupero, ma soltanto i medici potranno valutare se le condizioni del Pontefice saranno compatibili con un viaggio intercontinentale di quasi due settimane.

Per Leone XIV, la priorità immediata è affrontare l'intervento. La scelta di anticipare il trattamento, la serenità descritta dalle persone che lo conoscono e la conferma dell'agenda sudamericana delineano la volontà di conciliare le esigenze della salute con la continuità del pontificato.

Una volontà che dovrà necessariamente confrontarsi con le valutazioni cliniche. Il viaggio in Perù, per ora, non slitta.