È decollato questa mattina, alle 7.05 dall'aeroporto di Roma Fiumicino l'aereo che porta Papa Leone XIV in America Latina. Davanti al Pontefice si apre il viaggio apostolico più lungo e impegnativo del suo pontificato: dodici giorni attraverso Uruguay, Argentina e Perù, con quattordici località da raggiungere, una ventina di trasferimenti e un programma fitto di incontri istituzionali, celebrazioni religiose e visite alle comunità più fragili.
Un viaggio dal forte significato spirituale e personale, che arriva appena ventiquattro giorni dopo l'intervento chirurgico al polmone subito dal Papa il 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma per l'asportazione di un tumore maligno. I medici hanno autorizzato la partenza, confermando condizioni cliniche favorevoli e un recupero postoperatorio soddisfacente.
Per Robert Francis Prevost, 71 anni, primo Pontefice statunitense della storia, questa missione rappresenta anche un ritorno nei luoghi che hanno segnato profondamente la sua vita religiosa. Soprattutto in Perù, dove ha trascorso circa vent'anni come missionario e vescovo, costruendo un rapporto personale con le comunità locali.
Il viaggio più lungo del pontificato
L'Airbus A330-900 di Ita Airways è partito da Fiumicino per raggiungere Montevideo, capitale dell'Uruguay, dopo oltre tredici ore di volo. L'atterraggio è previsto alle 16.30 locali, le 20.30 in Italia.
Il programma, diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede, prevede un itinerario particolarmente intenso. Il Papa attraverserà tre Paesi, pronuncerà 36 discorsi, tutti in spagnolo, e incontrerà autorità politiche, rappresentanti delle comunità religiose, giovani, lavoratori, persone detenute e popolazioni indigene.
La missione si concluderà il 17 novembre con il rientro a Roma, previsto alle 10.25.
L'obiettivo dichiarato dal Vaticano è rafforzare i rapporti tra la Chiesa cattolica e le comunità latinoamericane, in un continente attraversato da profonde trasformazioni sociali, politiche e religiose.
Il viaggio assume anche un valore storico. In Uruguay e Argentina non si registravano visite papali dai tempi di Giovanni Paolo II, che aveva raggiunto i due Paesi negli anni Ottanta.
La prima tappa in Uruguay, tra politica e periferie
La missione comincia da Montevideo, dove Leone XIV sarà accolto dal presidente uruguaiano Yamandú Orsi. Nel pomeriggio sono previsti la cerimonia ufficiale in Plaza Independencia, l'incontro con le autorità e il corpo diplomatico e la celebrazione dei Vespri nella Cattedrale metropolitana.
Il programma proseguirà domani a Paysandú, dove il Pontefice celebrerà una Messa all'aperto, prima di tornare nella capitale per visitare Casavalle, quartiere segnato da povertà, disagio sociale e violenza.
La giornata comprenderà anche un incontro con il mondo dell'istruzione e una veglia di preghiera nello storico Stadio del Centenario.
Domenica 8 novembre il Papa raggiungerà Florida, dove celebrerà la Messa nei pressi del santuario nazionale della Vergine dei Trentatré, una figura religiosa profondamente legata alla storia dell'indipendenza uruguaiana.
La visita arriva in un Paese caratterizzato da una forte tradizione laica e da una progressiva diminuzione della partecipazione religiosa. Per la Chiesa cattolica rappresenta un'occasione per rilanciare il dialogo con una società nella quale l'identità cristiana continua ad avere un valore storico, pur esercitando un'influenza minore sulla vita pubblica rispetto al passato.
In Argentina l'incontro con Milei e il mondo del lavoro
Nel pomeriggio di domenica 8 novembre Leone XIV volerà a Buenos Aires, dove sarà accolto dalle autorità argentine e incontrerà il presidente Javier Milei.
La tappa argentina assume un particolare significato politico e religioso. Il Paese è la patria di Papa Francesco, predecessore di Leone XIV, e attraversa una fase di forti tensioni sociali legate alle politiche economiche, alla povertà e alle disuguaglianze.
Il Pontefice visiterà il Pequeño Cottolengo Don Orione di Claypole, una struttura dedicata all'assistenza delle persone più vulnerabili, e incontrerà i rappresentanti del mondo del lavoro presso l'Università Cattolica Argentina.
Sono previsti anche un confronto con i leader delle diverse comunità religiose e una celebrazione nella Cattedrale metropolitana di Buenos Aires.
Il 10 novembre Leone XIV raggiungerà Córdoba, dove celebrerà una Messa e incontrerà sacerdoti, religiosi e operatori pastorali. In serata tornerà nella capitale per una veglia con i giovani.
L'11 novembre visiterà un istituto penitenziario e si recherà al santuario di Nostra Signora di Luján, uno dei principali luoghi di devozione del Paese.
La presenza del Papa in Argentina offrirà anche l'occasione per affrontare il rapporto tra sviluppo economico, dignità del lavoro e tutela delle persone più fragili, temi sui quali la Chiesa ha espresso ripetutamente la propria attenzione.
Il ritorno in Perù, la terra che ha segnato la sua vita
La parte più personale del viaggio comincerà mercoledì 11 novembre, quando il Pontefice arriverà a Lima, capitale del Perù.
Per Robert Prevost non sarà una visita come le altre. Il futuro Papa ha trascorso una parte fondamentale della propria vita religiosa in questo Paese, dove ha lavorato come missionario e successivamente guidato la diocesi di Chiclayo.
Il 12 novembre incontrerà i vescovi peruviani e i rappresentanti della comunità ecclesiale, prima di rivolgersi alla popolazione durante un appuntamento dedicato alle sfide sociali e alle speranze del Paese.
Il giorno successivo raggiungerà proprio Chiclayo, la città alla quale è rimasto particolarmente legato e che aveva ricordato anche durante la sua prima apparizione pubblica dopo l'elezione al soglio pontificio.
Qui celebrerà una Messa nella zona di Pimentel e parteciperà agli appuntamenti legati alla conclusione dell'anno giubilare dedicato a San Toribio de Mogrovejo.
Il ritorno nella sua ex diocesi si annuncia come uno dei momenti più emozionanti dell'intera missione. Per molti fedeli peruviani, infatti, Leone XIV non è soltanto il capo della Chiesa cattolica, ma un sacerdote che ha condiviso per anni la vita delle comunità locali, conoscendone le difficoltà e accompagnandone il cammino religioso.
Dalle Ande all'Amazzonia, l'attenzione ai popoli indigeni
Il programma peruviano porterà il Papa anche nelle zone montane e nella regione amazzonica.
A Cusco, città situata a circa 3.400 metri di altitudine, Leone XIV incontrerà i fedeli e i rappresentanti della religiosità popolare nel parco archeologico di Saqsaywaman. È prevista anche la preghiera dell'Angelus davanti alla cattedrale.
Successivamente raggiungerà Pucallpa, nell'Amazzonia peruviana, per incontrare missionari e rappresentanti dei popoli indigeni.
Sarà uno dei passaggi più significativi del viaggio dal punto di vista sociale e ambientale. Le comunità amazzoniche affrontano problemi legati alla deforestazione, allo sfruttamento delle risorse naturali e alla tutela dei territori tradizionalmente abitati dalle popolazioni native.
La visita si inserisce nel percorso di attenzione all'Amazzonia già sviluppato durante il pontificato di Francesco e rappresenta un'occasione per ribadire il legame tra protezione dell'ambiente, diritti delle comunità locali e dignità umana.
Il viaggio dopo l'operazione al tumore polmonare
Uno degli aspetti più delicati della missione riguarda le condizioni di salute di Leone XIV.
Il 13 ottobre scorso il Pontefice è stato sottoposto a un intervento chirurgico al Policlinico Gemelli per rimuovere un adenocarcinoma polmonare localizzato, scoperto durante alcuni controlli medici.
L'operazione è stata eseguita dal professor Stefano Margaritora, direttore dell'Unità di chirurgia toracica del Policlinico universitario romano.
Secondo quanto riferito dai medici, il tumore era stato individuato casualmente durante accertamenti di routine. Dopo l'intervento, il Papa ha seguito un periodo di convalescenza, riducendo temporaneamente gli impegni pubblici.
Il 26 ottobre la Santa Sede ha confermato ufficialmente il viaggio, comunicando che gli ultimi esami clinici avevano fornito risultati favorevoli.
Il medico personale del Pontefice, Luigi Carbone, ha assicurato che le condizioni generali consentivano di affrontare la missione senza particolari controindicazioni.
Durante il viaggio sarà comunque garantita l'assistenza sanitaria abitualmente prevista per gli spostamenti papali. Il programma non ha subito modifiche sostanziali, sebbene siano stati organizzati adeguati momenti di riposo.
L'impegno resta considerevole, soprattutto per la durata dei voli, i frequenti trasferimenti e la visita ad alcune località delle Ande situate ad altitudini elevate.
La sfida della Chiesa in un continente che cambia
Il ritorno di Leone XIV in America Latina arriva in una fase delicata per il cattolicesimo.
Il continente, per secoli considerato uno dei principali punti di riferimento della Chiesa cattolica, sta attraversando profonde trasformazioni. In diversi Paesi diminuisce la percentuale dei cittadini che si dichiarano cattolici, mentre crescono le comunità evangeliche e il numero delle persone che non si riconoscono in alcuna confessione religiosa.
A questi cambiamenti si aggiungono le difficoltà economiche, l'emigrazione, la criminalità organizzata e la sfiducia verso le istituzioni.
Il viaggio vuole offrire una risposta pastorale a queste sfide, valorizzando il ruolo delle comunità locali, delle organizzazioni di assistenza e delle realtà religiose impegnate nei territori più poveri.
Nel corso della missione è previsto anche un incontro con alcune vittime di abusi all'interno della Chiesa, un tema che continua a rappresentare una delle questioni più dolorose per l'istituzione cattolica.
Un viaggio tra memoria, fede e futuro
Prima della partenza, Leone XIV aveva manifestato la propria gioia per il ritorno nel continente latinoamericano, ricordando il legame personale con i luoghi nei quali ha trascorso molti anni della propria vita.
Il messaggio che accompagnerà la missione sarà centrato sulla pace, sulla fraternità e sulla responsabilità dei cristiani nella costruzione di società più giuste.
Per il Pontefice, reduce da un intervento chirurgico importante, il viaggio rappresenta anche un segnale di continuità nell'esercizio del ministero, nonostante le recenti difficoltà di salute.
Dal confronto con i governi alle celebrazioni nelle periferie, dalle grandi città ai territori dell'Amazzonia, Leone XIV cercherà di avvicinare una Chiesa attraversata da cambiamenti profondi alle comunità che più direttamente ne vivono le contraddizioni.
Il 17 novembre, quando l'aereo papale rientrerà a Roma, si concluderà una missione destinata a lasciare un segno particolare nel pontificato: il ritorno di Robert Prevost nella parte del mondo che ha contribuito a formare la sua identità di sacerdote, missionario e vescovo.
