È scattato l’arresto per Jacques Moretti, gestore del bar al centro della strage di Crans-Montana, dove nei giorni scorsi hanno perso la vita giovani turisti italiani. L’uomo, interrogato per ore nella mattinata di oggi insieme alla moglie Jessica, è stato portato in carcere con accuse pesantissime: omicidio colposo, lesioni e incendio colposo. La donna, invece, resta a piede libero, pur risultando formalmente indagata nello stesso procedimento Secondo la magistratura svizzera, la gestione del locale e le condizioni di sicurezza potrebbero aver avuto un ruolo determinante nella tragedia. Le indagini puntano a chiarire se vi siano state violazioni delle norme antincendio e se eventuali omissioni abbiano contribuito al rapido propagarsi del rogo. Un quadro accusatorio ancora in evoluzione, ma già sufficiente, secondo gli inquirenti, a giustificare la custodia cautelare per Moretti.
Autopsia sui corpi delle vittime
Nel frattempo è stata disposta l’autopsia sui corpi dei ragazzi italiani morti nell’incendio. L’esame servirà ad accertare con precisione le cause del decesso, stabilendo se siano morte per inalazione di fumo, per le fiamme o per altre conseguenze dirette dell’incendio. Un passaggio ritenuto fondamentale anche in vista dei futuri processi. Accanto all’inchiesta svizzera, si muovono anche le autorità italiane. L’apertura di procedimenti in Italia consentirà ai familiari delle vittime di partecipare attivamente ai processi, tutelando i loro diritti e facilitando l’accesso agli atti. Un coordinamento giudiziario transfrontaliero che punta a evitare zone d’ombra e conflitti di competenza. La tragedia ha scosso profondamente non solo le famiglie dei giovani coinvolti, ma anche la località alpina, meta abituale di turismo internazionale. In Crans-Montana il dolore si intreccia ora con l’attesa delle responsabilità giudiziarie, mentre l’arresto del gestore segna una svolta decisiva in un’inchiesta destinata ad avere sviluppi lunghi e complessi.
