A poche settimane dal momento più celebrato dello slittino italiano, la nuova pista di bob, slittino e skeleton costruita a Ronco appare già segnata dal degrado. L’impianto, costato circa 124 milioni di euro e realizzato per i Giochi di Milano-Cortina, presenta ghiaccio che si scioglie, strutture provvisorie smontate e aree accessibili senza particolari controlli. L’11 febbraio, durante le gare olimpiche, la pista aveva celebrato i due ori azzurri nello slittino, un risultato storico per l’Italia. Oggi lo scenario è molto diverso. In diversi punti il ghiaccio si è sciolto e alla base del tracciato si è formata una grande pozzanghera. Anche la scritta “Milano Cortina”, dipinta su una delle curve paraboliche, appare ormai scolorita e coperta da segni di usura.
Il report tecnico e i danni segnalati
Un rapporto tecnico di 45 pagine redatto il 25 febbraio dai tecnici di Simico – la Società Infrastrutture Milano Cortina guidata dal commissario Fabio Massimo Saldini – ha fotografato la situazione pochi giorni dopo l’ultimo passaggio di un bob sulla pista. Nel documento vengono segnalati diversi problemi: manometri rotti, tende di protezione danneggiate, canaline compromesse, quadri elettrici schiacciati e fili scoperti. Alcune stime parlano di danni che potrebbero arrivare fino a un milione di euro, anche se l’amministrazione locale invita alla prudenza sulle cifre. Secondo l’assessore ai lavori pubblici Giorgio Da Rin, parte dei problemi deriverebbe soprattutto dallo smantellamento delle strutture temporanee installate per le Olimpiadi. Resta però aperto il nodo della sicurezza dell’area, dove in alcuni punti è possibile entrare liberamente.
Il nodo della gestione dell’impianto
La situazione è resa più complessa anche dal passaggio di consegne tra le diverse istituzioni coinvolte. L’impianto è stato costruito da Simico insieme alla società Pizzarotti e poco prima dei Giochi era stato trasferito al Comune di Cortina d’Ampezzo, che lo ha affidato in gestione alla Fondazione Milano Cortina fino al 30 aprile. Successivamente la pista tornerà temporaneamente al Comune e poi nuovamente a Simico, che dovrà completare alcune lavorazioni finali prima della consegna definitiva all’amministrazione locale. In questo contesto si è deciso di rinviare anche i campionati italiani di bob, slittino e skeleton, inizialmente ipotizzati per il 10-12 marzo. L’evento potrebbe slittare all’autunno.
Salvini ne ha fatta un'altra
La vicenda ha riacceso anche il confronto politico sulle infrastrutture olimpiche. Il vicepremier Matteo Salvini, tra i principali sostenitori della costruzione della pista, durante una visita a Cortina ha difeso il progetto. «Sono sempre più contento delle infrastrutture che abbiamo messo a disposizione. Tutto quello che abbiamo costruito funziona», ha dichiarato il leader della Lega. Sul futuro dell’impianto resta però aperto l’interrogativo sulla sua sostenibilità nel lungo periodo. Sullo sfondo pesa il precedente della pista di bob costruita per le Olimpiadi di Torino 2006 a Cesana, poi chiusa e progressivamente abbandonata.
