Taranto, operaio muore nell’ex Ilva: rabbia e cordoglio

Il presidente Palmisano: “Il lavoro non può trasformarsi in condanna”

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La Provincia di Taranto si stringe attorno alla famiglia di Loris Costantino, operaio 37enne dell’indotto dell’ex Ilva morto durante un intervento di manutenzione. Il presidente Gianfranco Palmisano parla di “rabbia e dolore”

Il dolore della Provincia. La tragica morte di Loris Costantino, 37 anni, operaio di una ditta dell’indotto impegnata nello stabilimento ex Ilva di Taranto, scuote ancora una volta la città e l’intero territorio jonico. L’uomo è deceduto mentre svolgeva attività di manutenzione all’interno del sito industriale.

A esprimere il cordoglio istituzionale è stato il presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, che in una nota ha parlato di una ferita profonda per l’intera comunità provinciale. “La nostra terra è costretta a piangere un figlio che aveva lasciato la propria casa per andare a lavorare e non vi ha fatto ritorno”, ha dichiarato, sottolineando come il dolore si intrecci a un sentimento di rabbia.

Palmisano ha ribadito che la sicurezza sul lavoro deve rappresentare un principio “assoluto e irrinunciabile”, aggiungendo che è compito delle istituzioni garantire che la tutela della vita venga prima di ogni altra esigenza.

“A Taranto si continua a morire di lavoro”

Alla voce delle istituzioni si affianca quella del sindacato. Antonio Spera, segretario nazionale di UGL Metalmeccanici, ha espresso vicinanza alla famiglia e ai colleghi dell’operaio, definendo inaccettabile il ripetersi di incidenti mortali nel sito industriale tarantino.

“A Taranto si continua a morire di lavoro”, ha affermato, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto e che si accertino eventuali responsabilità. Secondo il sindacato, la sicurezza non può essere subordinata a logiche produttive o di risparmio, soprattutto in un contesto dove, da tempo, gli incidenti si susseguono con frequenza preoccupante.

Sicurezza e futuro industriale

Il riferimento è anche alla convocazione prevista a Palazzo Chigi per il 5 marzo, nell’ambito del confronto sul futuro dell’ex Ilva. Per l’UGL Metalmeccanici, interrompere la scia di sangue è una priorità tanto quanto garantire la piena operatività e sostenibilità dello stabilimento, sotto il profilo ambientale e, soprattutto, della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

In queste ore Taranto si raccoglie nel silenzio e nel rispetto, mentre l’ennesima morte sul lavoro riapre un dibattito mai sopito su responsabilità, controlli e tutele in uno dei poli industriali più delicati del Paese.