Intelligence: crescono in Italia gli attacchi ibridi legati alla Russia

La Relazione al Parlamento segnala cyber attacchi, propaganda e rischio sabotaggi

intelligence crescono in italia gli attacchi ibridi legati alla russia

La Relazione annuale dell’Intelligence al Parlamento segnala un aumento delle attività ibride ostili riconducibili alla Russia in Italia. Cyber attacchi, disinformazione e tentativi di infiltrazione informativa mirano a destabilizzare

La relazione dei servizi. Dalla guerra in Ucraina in poi anche l’Italia è diventata un obiettivo delle attività ibride riconducibili alla Russia. È quanto emerge dalla più recente Relazione al Parlamento sulla politica dell’informazione per la sicurezza, nella quale l’Intelligence italiana segnala un aumento di operazioni ostili nei domini cibernetico e informativo.

Secondo il documento, le iniziative individuate riguardano tentativi di interferenza che non assumono la forma di un attacco militare diretto ma che mirano comunque a indebolire la stabilità dei Paesi occidentali che sostengono Kiev.

Cyber attacchi e siti colpiti

Tra le attività più frequenti vengono segnalati attacchi informatici contro infrastrutture digitali e siti istituzionali. In particolare nel 2025 si è registrato un aumento delle operazioni di tipo DDoS, cioè azioni che puntano a bloccare o rallentare il funzionamento dei siti internet attraverso un traffico massiccio di richieste.

A queste si aggiungono episodi di “web site defacement”, la modifica o la manomissione delle pagine web di istituzioni e organizzazioni considerate ostili agli interessi russi.

Si tratta di operazioni che spesso hanno un impatto più simbolico che strutturale, ma che servono a dimostrare la capacità di colpire infrastrutture digitali e a generare un effetto di pressione politica e mediatica.

La rete dell’influenza

La Relazione evidenzia anche come Mosca utilizzi una rete articolata di soggetti e ambienti vicini alla propria narrativa per diffondere contenuti e messaggi favorevoli alla Russia.

Tra questi figurano ambienti filo-russi presenti in Italia, associazioni legate alla diaspora russa, singoli attivisti con posizioni apertamente pro-Cremlino, ma anche blogger o reporter che operano in contesti informativi sensibili e che in alcuni casi risultano finanziati o ospitati sul territorio russo.

In altri casi vengono utilizzati profili non immediatamente riconducibili alla Federazione russa, con l’obiettivo di penetrare ambienti informativi rilevanti, compresi quelli legati alla Difesa o alla Nato.

Disinformazione e manipolazione

Un capitolo rilevante riguarda il fronte della manipolazione dell’informazione online. Secondo l’Intelligence, le operazioni di influenza mirano spesso a diffondere dubbi e timori nella popolazione, soprattutto in occasione di grandi eventi organizzati nei Paesi occidentali.

In queste circostanze vengono lanciati allarmi, indiscrezioni e narrazioni allarmistiche sui rischi per la sicurezza, con l’obiettivo di amplificare il clima di sfiducia nei confronti dei governi nazionali e delle istituzioni europee.

È una strategia che punta più alla destabilizzazione dell’opinione pubblica che al danno immediato, alimentando polarizzazione e diffidenza verso le decisioni politiche occidentali.

Il rischio sabotaggi

Accanto alle operazioni digitali e informative, la Relazione segnala anche azioni asimmetriche più concrete, come tentativi di sabotaggio contro siti strategici collegati al supporto militare all’Ucraina.

Finora non sono stati registrati episodi di violenza sul territorio italiano, ma gli analisti dei servizi sottolineano che l’eventuale coinvolgimento di entità o proxy riconducibili alla Russia in azioni di sabotaggio rappresenta una possibile evoluzione del quadro operativo.

In altre parole, il livello di ostilità resta confinato prevalentemente nel campo ibrido e non militare, ma le dinamiche osservate suggeriscono che lo scenario potrebbe evolvere.