Notte di violenza nel cuore della movida. Un ragazzo di 16 anni è stato accoltellato alla schiena nella notte nel centro storico di Genova, in una delle zone più frequentate della movida cittadina. L’aggressione è avvenuta in stradone Sant’Agostino, a pochi passi dalla facoltà di Architettura e da piazza delle Erbe.
Il giovane, di origine straniera, è stato colpito con un solo fendente. Dopo il colpo è crollato a terra tra le urla dei presenti. Nel caos del momento l’aggressore è riuscito a dileguarsi facendo perdere le proprie tracce tra le decine di ragazzi presenti nella zona.
Il sedicenne è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale San Martino, dove i medici lo hanno sottoposto a un intervento chirurgico. Attualmente si trova ricoverato nel reparto di rianimazione in prognosi riservata.
Le indagini e il nodo dei testimoni
Sul caso indaga la Polizia, intervenuta nella vicina piazzetta Renato Negri pochi minuti dopo l’arrivo dei soccorsi. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’aggressione, ma al momento i testimoni non sono riusciti a fornire elementi utili.
Molti dei giovani presenti avevano già trascorso la serata tra locali e bar del centro storico e la scena si è consumata in pochi secondi, tra calca e confusione. Anche la vittima, pur cosciente al momento dei soccorsi, era sotto choc e non è stata in grado di fornire una ricostruzione precisa.
Per questo motivo saranno decisive le immagini delle numerose telecamere di sorveglianza installate nel centro storico della città.
Un’area sotto osservazione
La zona in cui è avvenuta l’aggressione è da tempo considerata sensibile dalle forze dell’ordine. Nel centro storico di Genova si registrano episodi di microcriminalità e fenomeni legati allo spaccio di crack.
Proprio per questo la sindaca Silvia Salis ha annunciato l’intenzione di istituire “zone a sorveglianza rinforzata”, sul modello delle esperienze già adottate in città come Torino e Cagliari, con controlli più intensi e presidi costanti.
Il precedente della scorsa settimana
L’episodio accende ulteriore preoccupazione perché arriva a pochi giorni da un altro grave fatto di violenza che ha coinvolto giovanissimi.
Nella notte tra il 28 febbraio e il primo marzo un ragazzo tunisino di 13 anni era stato accoltellato su un autobus mentre tornava a casa con il fratellino. A colpirlo era stato un sedicenne italiano di origini albanesi con cui la vittima aveva avuto discussioni nelle settimane precedenti.
Il tredicenne era stato ferito all’addome e al torace con un coltello che l’aggressore aveva dichiarato di aver acquistato «per difendersi». Un episodio che aveva già acceso il dibattito sulla sicurezza tra i più giovani e sul clima di tensione che attraversa alcune aree della città.
