Da Nassiriya al Gulistan, gli attacchi alle missioni militari italiane

Dall’Iraq all’Afghanistan fino al Libano, i precedenti più gravi contro basi italiane

da nassiriya al gulistan gli attacchi alle missioni militari italiane

Dalla strage di Nassiriya del 2003 all’attacco in Afghanistan del 2012, fino ai razzi contro la base di Shama nel 2024

L’attacco contro la base di Camp Singara a Erbil, nel Kurdistan iracheno, riporta alla memoria una lunga serie di episodi che negli ultimi decenni hanno coinvolto le missioni militari italiane all’estero.

Solo pochi giorni fa erano stati segnalati lanci di razzi contro la base di Ali al Salem, in Kuwait, mentre da tempo la base italiana della missione UNIFIL nel sud del Libano si trova in un’area particolarmente sensibile a causa delle tensioni tra l’IDF israeliano e il movimento sciita Hezbollah.

Fuori dal contesto dell’attuale crisi in Medio Oriente, l’ultimo attacco diretto contro militari italiani risale al 2024. Due razzi lanciati da miliziani sciiti colpirono la base di Shama, nel sud del Libano, dove era schierata la Brigata Sassari.

Uno dei missili cadde su un rifugio provocando il ferimento lieve di quattro militari italiani, colpiti da schegge di vetro e detriti. Un secondo razzo esplose nei pressi di Casa Italia, un edificio utilizzato anche come pizzeria per il personale della missione.

L’attacco in Afghanistan

Un episodio molto più grave si verificò il 25 ottobre 2012 in Afghanistan, quando la base italiana Ice nel distretto del Gulistan, nella provincia di Farah, venne colpita da diversi colpi di mortaio.

L’attacco causò la morte del sergente maggiore Michele Silvestri, 33 anni. Altri cinque militari italiani rimasero feriti, due dei quali in condizioni gravi.

L’episodio avvenne durante la missione internazionale della NATO nel Paese asiatico, in un periodo in cui gli attacchi contro le basi della coalizione erano frequenti soprattutto nelle province meridionali e occidentali dell’Afghanistan.

La strage di Nassiriya

Il precedente più tragico resta però l’attentato del 12 novembre 2003 a Nassiriya, in Iraq, durante la missione militare italiana nella guerra seguita alla caduta del regime di Saddam Hussein.

Un camion bomba esplose davanti alla base Maestrale dei Carabinieri, provocando una devastante esplosione che causò la morte di 28 persone. Tra le vittime vi furono diciannove italiani: dodici carabinieri, cinque soldati dell’esercito e due civili. Nell’attentato morirono anche diversi cittadini iracheni.

La strage di Nassiriya rappresenta uno degli attacchi più gravi subiti dalle Forze armate italiane dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Per ricordare quel giorno, il 12 novembre è stato scelto come data simbolica per la Giornata del ricordo dei Caduti nelle missioni internazionali per la pace, dedicata ai militari e ai civili italiani morti durante le operazioni all’estero.