Una città che diffonde la memoria. A Bologna la memoria della strage del 2 agosto 1980 entra nella vita quotidiana dei cittadini. La Giunta comunale ha approvato un progetto che prevede l’intitolazione di uno spazio pubblico per ognuna delle 85 vittime dell’attentato alla stazione, uno dei più gravi episodi della storia repubblicana. La proposta, nata dal Consiglio comunale e sviluppata dalla Commissione toponomastica, è stata condivisa con l’Associazione dei familiari delle vittime. Non un unico luogo simbolico, ma una rete diffusa di spazi nei diversi quartieri, per intrecciare i nomi delle vittime con la vita quotidiana della città.
Il significato dell’iniziativa
Il sindaco Matteo Lepore sottolinea il valore profondo del progetto: dare un nome ai luoghi significa restituire identità e dignità alle persone scomparse. Un gesto che diventa anche affermazione dei valori democratici e della lunga battaglia per verità e giustizia portata avanti per oltre quarant’anni dai familiari. L’intitolazione riguarderà piazzali, percorsi pedonali, aree verdi e spazi di collegamento urbano. Luoghi vissuti, attraversati ogni giorno, pensati per mantenere viva la memoria nel tessuto della città.
I quartieri coinvolti
Il progetto interesserà diversi quartieri, tra cui Savena, Borgo Panigale-Reno, Navile e San Donato-San Vitale. In ciascuna area saranno distribuite le intitolazioni, con l’obiettivo di rendere la memoria un patrimonio condiviso e non confinato in un unico spazio commemorativo. Alcuni luoghi dedicati alle vittime esistevano già, come il giardino “Vittime della strage del 2 agosto 1980” o la piazzetta Sergio Secci, ma l’iniziativa amplia e completa questo percorso.
Memoria, verità e futuro
L’operazione rappresenta un passaggio simbolico ma anche civile. Ricordare ogni nome significa ribadire l’impegno della città contro il terrorismo e per la difesa dei valori democratici. A più di quarant’anni dalla strage, Bologna continua così a tenere viva una memoria che non è solo commemorazione, ma responsabilità collettiva. Un modo per consegnare alle nuove generazioni non solo il ricordo, ma anche il senso di una battaglia condivisa per la verità.
