Processo crollo ponte Morandi, difesa Castellucci: «È innocente»

L'ex ad di Autostrade sta scontando 6 anni per la strage del bus (40 vittime), viadotto Acqualonga

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L'accusa ha chiesto oltre 18 anni, la sentenza attesa in estate

Nel processo per il crollo del Ponte Morandi del 2018, la difesa di Giovanni Castellucci attacca frontalmente l’impianto accusatorio e chiede l’assoluzione dell’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia.

L’arringa: «Il vero imputato è l’accusa»

«Giovanni Castellucci è innocente, e ce lo ha spiegato l’accusa». Con queste parole l’avvocato Giovanni Paolo Accini, insieme ai colleghi Guido Carlo Alleva e Sarah Bignazzi, ha aperto la propria arringa davanti al tribunale di Genova. Secondo la difesa, non sarebbe l’imputato a dover essere condannato, ma il metodo seguito dalla pubblica accusa. «Il vero imputato è il metodo d’accusa», ha insistito il legale, sostenendo che l’impianto accusatorio si fonderebbe su una presunzione di colpevolezza anziché su prove concrete.

Le contestazioni ai pm

Nel mirino dei difensori le richieste avanzate dai pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi, che hanno chiesto una condanna a 18 anni e sei mesi. L’avvocato Accini ha citato passaggi delle precedenti udienze per evidenziare, a suo dire, contraddizioni nell’accusa. In particolare, ha sostenuto che alcune indicazioni tecniche considerate decisive per evitare il crollo sarebbero state promosse dallo stesso Castellucci nel corso degli anni. Tra queste, interventi di manutenzione e messa in sicurezza del viadotto, come il cosiddetto “retrofitting”, che secondo la difesa avrebbe potuto prevenire il disastro.

Il contesto processuale

Castellucci, collegato da remoto dal carcere di Rebibbia dove sta scontando una condanna per la strage di Avellino del 2013, è il principale imputato nel procedimento sul crollo del viadotto avvenuto il 14 agosto 2018, tragedia che causò 43 vittime. L’arringa della difesa proseguirà nelle prossime udienze, chiudendo di fatto la fase difensiva del processo. Seguiranno le repliche dell’accusa e le controrepliche, prima della decisione finale.

Verso la sentenza

La sentenza è attesa per l’estate e rappresenterà uno dei passaggi giudiziari più rilevanti degli ultimi anni in Italia, chiamato a fare chiarezza su responsabilità e gestione di una delle più gravi tragedie infrastrutturali del Paese. Al centro del verdetto non ci saranno solo le condotte individuali, ma anche il sistema di controlli, manutenzioni e responsabilità nella gestione delle grandi opere.