La giudice trovata impiccata e i nuovi dubbi sulla morte

Sul corpo di Francesca Ercolini segni incompatibili con il suicidio

la giudice trovata impiccata e i nuovi dubbi sulla morte

Nuovi accertamenti riaprono il caso della magistrata trovata morta a Pesaro nel 2022. Gli investigatori ora valutano l’ipotesi dello strangolamento. Il marito resta indagato per maltrattamenti

Per quasi quattro anni la morte della giudice Francesca Ercolini è rimasta sospesa tra il dolore familiare e il sospetto di un suicidio mai del tutto chiarito. Oggi però l’inchiesta sta prendendo una direzione diversa. Nuove perizie medico-legali e ulteriori accertamenti tecnici stanno infatti mettendo in discussione la ricostruzione iniziale secondo cui la magistrata si sarebbe tolta la vita impiccandosi nella sua abitazione di Pesaro il 26 dicembre 2022.

Al centro delle nuove indagini ci sono un foulard, due cavi elettrici e soprattutto un segno sul collo che, secondo gli esperti incaricati dalla Procura dell’Aquila, sarebbe incompatibile con una morte per impiccagione.

Il sospetto dello strangolamento

La nuova ipotesi investigativa è pesantissima: Francesca Ercolini potrebbe essere stata strangolata e il suicidio successivamente simulato.

Secondo gli investigatori, i due cavi elettrici trovati nell’abitazione e collegati a lampade potrebbero aver avuto un ruolo nella morte della magistrata. I Ris li hanno individuati durante un sopralluogo successivo, mentre il medico legale incaricato dalla Procura, Vittorio Fineschi, avrebbe rilevato sul corpo un solco tipico dello strozzamento più che dell’impiccagione.

La salma della giudice è stata riesumata nel giugno 2025 e la nuova consulenza tecnica, lunga centinaia di pagine, avrebbe evidenziato anche numerosi segni di percosse sul corpo.

Per approfondire il possibile collegamento tra il segno sul collo e i cavi elettrici, la Procura ha disposto ulteriori verifiche nell’ambito di un incidente probatorio previsto all’obitorio del Verano, a Roma.

Una vita segnata dalla paura

Francesca Ercolini, 51 anni, era presidente della Seconda sezione civile del Tribunale di Ancona. Dietro l’immagine pubblica della magistrata stimata, però, secondo chi le era vicino si nascondeva una situazione familiare molto difficile.

La madre, Carmela Fusco, sostiene da anni che la figlia fosse vittima di violenze fisiche e psicologiche all’interno della casa. Secondo il suo racconto, Francesca le avrebbe confidato più volte maltrattamenti e umiliazioni subite dal marito, l’avvocato civilista pesarese Lorenzo Ruggeri, e dal figlio minorenne della coppia.

A supporto delle accuse, la donna avrebbe consegnato agli inquirenti fotografie, video e messaggi in cui la figlia documentava lividi, tagli e occhi gonfi.

Gli indagati e l’ombra del depistaggio

Il marito e il figlio della magistrata furono inizialmente iscritti nel registro degli indagati per maltrattamenti, istigazione al suicidio e morte come conseguenza dei maltrattamenti.

L’inchiesta ha poi assunto contorni ancora più complessi quando, alla fine del 2023, lo stesso Ruggeri è stato accusato anche di tentato inquinamento probatorio insieme a un medico legale e ad alcuni appartenenti alle forze dell’ordine. Le accuse riguardano presunti depistaggi, violazioni del segreto istruttorio e irregolarità nella gestione iniziale dell’indagine.

Secondo la famiglia della magistrata, alcuni elementi fondamentali sarebbero stati trascurati sin dall’inizio. Tra questi anche la mancata analisi dei telefoni cellulari delle persone più vicine alla vittima.

La madre che non si è mai fermata

A riaprire il caso è stata soprattutto la determinazione di Carmela Fusco, madre della giudice, che in questi anni ha continuato a chiedere verità sulla morte della figlia. Due settimane prima del decesso aveva persino inviato una lettera anonima alla Questura di Pesaro denunciando presunti maltrattamenti all’interno della famiglia, ma quella segnalazione non venne approfondita perché priva di firma.

Successivamente, assistita dall’avvocato Giuseppe Lattanzio, la donna ha presentato esposti, consulenze medico-legali di parte e una lunga serie di elementi che hanno contribuito alla riapertura delle indagini.

Oggi il caso della giudice Francesca Ercolini è diventato uno dei più delicati e controversi degli ultimi anni, sospeso tra il sospetto di femminicidio, le accuse di depistaggio e il dolore di una famiglia che continua a chiedere risposte.