Garlasco, il nodo dei video nel pc di Chiara Poggi: le gemelle Cappa in Procura

Gli inquirenti valutano l’ipotesi che quei file siano entrati nel movente

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I filmati privati di Chiara Poggi e Alberto Stasi, custoditi nel computer di casa, tornano al centro della nuova indagine su Andrea Sempio. Domani il confronto con i pm

Diciannove anni dopo il delitto di Garlasco, il computer di Chiara Poggi torna a essere uno dei punti più sensibili dell’inchiesta. Non solo per ciò che conteneva, ma per chi avrebbe potuto accedervi prima dell’omicidio. Secondo le nuove verifiche della Procura di Pavia, i video privati girati da Chiara Poggi con l’allora fidanzato Alberto Stasi erano conservati in una cartella del pc di casa, condiviso anche con il fratello Marco Poggi. A quel computer, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero potuto avvicinarsi anche amici del fratello, tra cui Andrea Sempio, oggi indagato nella nuova tranche dell’indagine.

La cartella protetta e il nuovo sospetto

Il dettaglio che pesa è la cartella chiamata “Albert”, protetta da password pochi mesi prima del delitto. Dentro, secondo le ricostruzioni giornalistiche sulle carte d’indagine, sarebbero stati custoditi filmati della sfera privata di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Per la Procura guidata da Fabio Napoleone, quel materiale potrebbe aiutare a comprendere se qualcuno fosse entrato nel computer, avesse visto o copiato i file e se questo possa avere un ruolo nell’ipotesi di movente sessuale oggi al vaglio degli investigatori.

Il ruolo di Marco Poggi

La convocazione di Marco Poggi come testimone assume per questo un peso particolare. Il fratello di Chiara aveva già riferito, nell’interrogatorio del 2007, di essersi accorto di una chat tra la sorella e Alberto Stasi da cui aveva intuito l’esistenza di un video intimo. Ora i magistrati vogliono capire chi sapesse davvero di quei file, chi avesse accesso al computer e se l’ambiente degli amici che frequentavano casa Poggi potesse esserne venuto a conoscenza.

Le negazioni di Sempio

Andrea Sempio ha sempre negato di avere visto quei filmati. In una dichiarazione televisiva riportata dal Corriere della Sera, aveva detto di non aver mai visto il video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi, aggiungendo di non credere che lo avessero visto neppure gli amici che frequentavano la casa e potevano usare il computer. Domani, davanti all’aggiunto Stefano Civardi e alle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, l’indagato dovrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere.

Il computer come terreno decisivo

La nuova attenzione sul pc nasce anche dalle consulenze informatiche acquisite dalla Procura. Tra gli elementi esaminati ci sarebbero le tracce di navigazioni su siti erotici, che la madre Rita Preda aveva raccontato essere state notate e stigmatizzate dalla figlia, e la ricostruzione degli accessi ai file più riservati. È su questo terreno che gli inquirenti cercano eventuali riscontri: non una suggestione, ma dati tecnici capaci di indicare tempi, operazioni e possibili passaggi di mano.

Una pista da maneggiare con cautela

Il punto resta delicatissimo. Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, mentre Andrea Sempio è oggi indagato e va considerato innocente fino a eventuale sentenza definitiva. L’ipotesi che i video possano essere stati visti da terzi appartiene al perimetro investigativo e non costituisce una prova pubblica di responsabilità. La Procura di Pavia, nelle prossime mosse, dovrà chiarire se quel materiale sia davvero un passaggio centrale o solo uno dei molti frammenti riemersi nel tentativo di rileggere il delitto.