Gli audio in auto. Secondo gli atti emersi, nel pomeriggio del 14 aprile 2025 Sempio sarebbe stato intercettato mentre, da solo nella sua Suzuki, ascoltava un contenuto sul delitto e poi parlava ad alta voce. Gli investigatori leggono in quelle frasi riferimenti alle telefonate fatte alla vittima e a un presunto video intimo. La frase «ce l’ho dentro la penna», pronunciata a voce molto bassa, viene ritenuta dagli inquirenti un passaggio rilevante perché collegata a una circostanza che sarebbe emersa solo successivamente dalle consulenze.
Il nodo dell’impronta 33
Il secondo fronte è l’impronta 33. I consulenti della Procura di Pavia attribuiscono la traccia alla mano destra di Andrea Sempio, sostenendo che si tratti di un’impronta umida di materiale organico reagita alla ninidrina. La nuova valutazione contesta la ricostruzione dell’ex comandante del Ris Luciano Garofano, che aveva parlato di possibile contatto da sudore.
La difesa prepara la risposta
Il pool difensivo di Sempio lavora a proprie consulenze e ha avviato anche una valutazione personologica. La legale Angela Taccia continua a ribadire l’innocenza dell’indagato, mentre la difesa punta a smontare il peso degli audio e delle nuove analisi tecniche.
Un’inchiesta ancora aperta
A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la nuova indagine prova a rimettere ordine tra tracce, intercettazioni e consulenze. Resta sullo sfondo la condanna definitiva di Alberto Stasi, mentre gli atti più recenti spostano di nuovo l’attenzione su Sempio e sulla scena del crimine.
