Accoltellato in corso Como, 20 anni a Chiani: lacrime in aula

Condannato l’aggressore di Davide Simone Cavallo. Dieci mesi al complice

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Lo studente della Bocconi, ferito nel 2025 a Milano per una sigaretta, ha abbracciato in aula i due imputati. I genitori: «Noi non riusciamo a perdonare»

È arrivata nel primo pomeriggio la sentenza per l’aggressione che nell’ottobre 2025 sconvolse la notte milanese di corso Como. Il tribunale di Milano ha condannato a 20 anni di carcere Alessandro Chiani, oggi diciannovenne, ritenuto l’esecutore materiale dell’accoltellamento di Davide Simone Cavallo, studente della Bocconi rimasto invalido dopo essere stato colpito per una sigaretta negata.

Per Mohamed Atia, accusato di omissione di soccorso, la pena è stata invece di 10 mesi. La decisione dei giudici è arrivata al termine di un processo particolarmente seguito anche per la presenza in aula della vittima, oggi ventiduenne.

Davide Simone Cavallo ha assistito alla lettura della sentenza e, in un gesto che ha colpito profondamente il tribunale, ha abbracciato entrambi gli imputati dopo le loro scuse.

Le scuse degli imputati

Nel corso dell’udienza i due giovani imputati hanno preso la parola per chiedere perdono. Un momento carico di tensione emotiva che ha preceduto la decisione della Corte.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la notte dell’aggressione il gruppo si trovava nella zona della movida milanese quando una discussione nata per una sigaretta degenerò improvvisamente. Davide venne colpito con un’arma da taglio e riportò ferite gravissime che gli hanno lasciato conseguenze permanenti.

La procura aveva chiesto una pena inferiore per Chiani, pari a 12 anni, mentre per Atia erano stati richiesti 10 anni. Il tribunale ha invece riconosciuto una responsabilità più grave per il principale imputato, pronunciando una condanna molto più severa.

Il gesto di Davide in aula

L’immagine che resterà impressa di questa giornata è però quella dell’abbraccio tra la vittima e i due ragazzi imputati. Un gesto inatteso, arrivato dopo mesi di dolore, riabilitazione e battaglie giudiziarie.

Il legale della famiglia Cavallo ha spiegato che Davide ha scelto personalmente di compiere quel gesto come segnale umano e personale, pur nella consapevolezza della gravità di quanto accaduto. Diversa invece la posizione dei genitori del ragazzo, ancora profondamente segnati dalla vicenda.

«Davide ha trovato dentro di sé la forza di perdonare, ma i suoi genitori non riescono ancora a farlo», ha spiegato l’avvocato al termine dell’udienza.

Una vicenda che ha segnato Milano

L’accoltellamento di corso Como aveva acceso un forte dibattito sulla sicurezza nelle aree della movida milanese. L’aggressione, avvenuta in una delle zone più frequentate della città, aveva provocato sconcerto per la brutalità e per la banalità del motivo che avrebbe scatenato la violenza.

La lunga degenza di Davide Simone Cavallo e le conseguenze permanenti riportate dal giovane avevano trasformato il caso in uno dei simboli più drammatici delle aggressioni tra giovanissimi avvenute negli ultimi anni nel capoluogo lombardo.

Con la sentenza di primo grado si chiude ora il primo capitolo giudiziario della vicenda, ma il processo potrebbe proseguire nei successivi gradi di giudizio.