Torino, resta gravissimo il tifoso ferito negli scontri del derby

Otto arresti dopo la guerriglia fuori dall’Olimpico. La Procura indaga sulle cause del trauma cranic

torino resta gravissimo il tifoso ferito negli scontri del derby

Marco Leonardo Basoccu, 36 anni, è ricoverato in prognosi riservata alle Molinette dopo gli scontri tra ultras di Toro e Juve. Tra le ipotesi al vaglio anche quella di un lacrimogeno sparato ad altezza uomo

Sono ore decisive per capire le condizioni di Marco Leonardo Basoccu, il tifoso juventino di 36 anni rimasto gravemente ferito durante gli scontri scoppiati domenica pomeriggio prima del derby tra Torino e Juventus. Ricoverato all’ospedale Molinette, il giovane resta sedato e intubato dopo il delicato intervento chirurgico alla testa subito nella notte tra domenica e lunedì.

La Procura di Torino e la squadra mobile stanno cercando di ricostruire cosa abbia provocato il devastante trauma cranico. Sul tavolo degli investigatori ci sono tre ipotesi: una bottiglia di vetro lanciata durante gli scontri, una pietra oppure un lacrimogeno sparato dalle forze dell’ordine ad altezza uomo.

La guerriglia prima del derby

Gli scontri sono avvenuti tra via Filadelfia e piazzale San Gabriele da Gorizia, a pochi passi dallo stadio Olimpico. La tensione tra le due tifoserie era alta già da giorni e la Digos monitorava da tempo i movimenti degli ultras di entrambe le squadre.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la guerriglia sarebbe durata circa quaranta minuti, tra le 17.10 e le 17.50. In quel lasso di tempo l’area si è trasformata in un vero campo di battaglia, con lanci di oggetti, fumogeni e cariche della polizia. Sei agenti sono rimasti feriti.

La questura ha già eseguito otto arresti tra gli ultras bianconeri, tre in flagranza e cinque in flagranza differita grazie anche alle immagini riprese da un drone che sorvolava la zona degli scontri. Gli arrestati sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lancio di materiale pericoloso e possesso di artifizi pirotecnici durante manifestazioni sportive.

Le condizioni di Basoccu

Basoccu ha riportato una frattura cranica e una grave ferita frontotemporale. I medici hanno rimosso parte della calotta cranica per consentire lo sfogo dell’edema cerebrale, mantenendo i frammenti ossei in vitro in vista di un successivo intervento ricostruttivo.

«Il quadro clinico mostrato dalla Tac di controllo è stabile e compatibile con gli esiti dell’intervento», ha spiegato il professor Diego Garbossa, primario di Neurochirurgia della Città della Salute. Ma le prossime 48-72 ore restano decisive per valutare possibili conseguenze neurologiche permanenti.

Intorno al letto del tifoso continuano ad alternarsi amici, ultras e familiari. Il padre, Pierluigi Basoccu, non nasconde rabbia e dolore.

L’accusa del padre

Secondo la famiglia, il trauma sarebbe stato provocato da un lacrimogeno sparato dalla polizia ad altezza uomo. «La versione della bottiglia è ridicola», sostiene il padre del 36enne. «Mio figlio ha la calotta cranica frantumata in più pezzi. Un danno del genere non può essere stato causato da una bottiglia».

L’uomo racconta di aver raccolto testimonianze di numerosi tifosi presenti in quel momento nell’area di prefiltraggio del settore ospiti. Alcuni parlano apertamente di lacrimogeni lanciati in direzione dei sostenitori juventini.

Anche un video diffuso dal gruppo ultras Viking mostrerebbe un agente mentre punta il lanciatore verso la folla, anche se le immagini non consentono ancora di verificare con precisione la traiettoria del candelotto.

Le indagini della Procura

La Procura mantiene al momento la massima cautela. L’inchiesta per lesioni gravi procede contro ignoti e nessuna ipotesi viene esclusa. Gli investigatori stanno analizzando ore di filmati di videosorveglianza, molti dei quali però risultano disturbati dal fumo dei fumogeni.

Il pm Paolo Scafi ha disposto accertamenti tecnici per individuare eventuali residui dell’oggetto che ha colpito il tifoso juventino. Gli esperti ricordano che anche un lacrimogeno, se sparato da distanza ravvicinata o con una particolare angolazione, può provocare lesioni devastanti.

Resta infine aperta anche la polemica sulla gestione dell’ordine pubblico. Residenti e ultras contestano la scelta di far transitare il corteo granata proprio vicino al settore ospiti dello stadio, aumentando il rischio di contatto tra le due tifoserie.