Omicidio Ercolini, il foulard torna al centro del giallo

Nuovi accertamenti del Ris sulla morte della giudice di Pesaro

omicidio ercolini il foulard torna al centro del giallo

La Procura dell’Aquila indaga per omicidio. Sotto esame il foulard trovato al collo di Francesca Ercolini, le lesioni sul corpo e gli oggetti sequestrati nella casa di viale Zara

Il caso di Francesca Ercolini torna a concentrarsi su un oggetto solo in apparenza secondario: il foulard di seta trovato attorno al collo della giudice nella casa di viale Zara, a Pesaro, la mattina del 26 dicembre 2022. Per mesi quella scena era stata letta come un suicidio. Oggi, invece, la Procura dell’Aquila, competente sulle indagini che riguardano magistrati marchigiani, procede per omicidio e ha affidato al Ris nuovi accertamenti tecnici.

Il nodo del foulard

Il punto più delicato riguarda la compatibilità tra il foulard e il solco rilevato sul collo della magistrata. Secondo l’impostazione accusatoria, quel tessuto sarebbe inidoneo a spiegare le caratteristiche della lesione, mentre la difesa sostiene la compatibilità tra la striscia di seta e i segni riscontrati sul corpo. Per questo gli specialisti hanno lavorato anche su una copia del foulard Gucci, utile a ripetere verifiche e simulazioni senza alterare il reperto originale.

La Procura guarda anche ad altri dettagli: il taglio netto del tessuto, la ciocca di capelli rimasta nel nodo, i profili genetici individuati sulla seta e la porzione mancante del foulard, mai ritrovata. In questa nuova lettura, il foulard non sarebbe soltanto il possibile strumento della morte, ma anche l’eventuale elemento usato per costruire una messinscena.

Le telefonate e le incongruenze

Nella ricostruzione agli atti pesa la prima richiesta di aiuto al 112, fatta dal figlio allora sedicenne della coppia. Il ragazzo parlò di una madre “impiccata” e, quando l’operatrice chiese con cosa, fece riferimento a una corda. Più tardi, secondo quanto riferito dalla sorella della vittima ai magistrati, anche il marito Lorenzo Ruggeri avrebbe parlato di un cordino, poi non trovato.

Quando i soccorritori arrivarono nell’abitazione, però, Francesca Ercolini era già a terra e al collo aveva il foulard. È su questa distanza tra le prime parole, gli oggetti presenti sulla scena e i reperti effettivamente acquisiti che si concentra una parte decisiva dell’inchiesta.

Le lesioni sul corpo

Non c’è solo il foulard. La nuova indagine valuta anche le lesioni rilevate sul volto, sul capo e sulle mani della giudice. Secondo gli elementi emersi negli ultimi accertamenti, unghie rotte, graffi ed ematomi potrebbero essere compatibili con una reazione difensiva o con un’aggressione avvenuta prima della morte. È una prospettiva che ha contribuito a riaprire il caso, dopo la prima classificazione come suicidio.

Gli investigatori stanno inoltre esaminando l’ipotesi che lo strangolamento possa essere avvenuto con un altro oggetto, diverso dal foulard. Tra gli elementi finiti sotto attenzione ci sono le lampade dell’abitazione e possibili cavi presenti in casa. Durante il sopralluogo più recente nella villetta, il Ris ha eseguito nuove verifiche e ha portato via alcuni oggetti ritenuti utili agli accertamenti.

La famiglia e la riapertura del caso

A spingere per una rilettura della morte di Francesca Ercolini è stata soprattutto la madre, Carmela Fusco, che non ha mai creduto alla tesi del suicidio. La donna aveva già segnalato un clima familiare difficile e violenze nell’abitazione, chiedendo un intervento prima che accadesse qualcosa di irreparabile. Oggi quella tenacia pesa nel percorso giudiziario che ha portato a nuovi accertamenti e a una diversa ipotesi investigativa.

Il marito Lorenzo Ruggeri, indagato per omicidio, respinge ogni accusa e ha definito priva di vere prove l’impostazione accusatoria. L’inchiesta coinvolge anche un ex ispettore di polizia, mentre la posizione del figlio, minorenne all’epoca dei fatti, resta affidata alla Procura minorile.

I prossimi passaggi

Gli esiti degli accertamenti del Ris saranno decisivi per capire se la scena trovata il 26 dicembre 2022 sia compatibile con un suicidio o se, come ipotizza la Procura, sia stata costruita per coprire un delitto. La prossima udienza dell’incidente probatorio è indicata per settembre davanti al gip Marco Billi