Trastevere, giovane sequestrato e picchiato: tre arresti

Ai domiciliari il cantante Solø, l’attrice Jenny Matai e un loro amico

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Un ventiduenne sarebbe stato attirato in un b&b, trattenuto e aggredito per due ore. Contestati, a vario titolo, tortura, sequestro di persona e rapina aggravata.

Un incontro organizzato con il pretesto di un chiarimento, poi la porta chiusa, le percosse e le umiliazioni durate circa due ore. È la ricostruzione dell’aggressione subita da un ventiduenne nell’ottobre 2025 all’interno di un bed and breakfast di Trastevere, nel centro di Roma.

I carabinieri della compagnia di Roma Trastevere hanno eseguito tre misure cautelari agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Tra gli indagati figurano il cantante Luigi Augusto Bellini, conosciuto con il nome d’arte Solø, la compagna Jenny Matai, nome anagrafico Xhensila Hoxha, e un loro amico. Le accuse contestate, a vario titolo e in concorso, sono sequestro di persona, tortura e rapina aggravata. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento.

L’indagine partita dalla denuncia

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo ed è nata dalla denuncia della vittima, che conosceva Bellini e condivideva con lui la passione per la musica.

Gli investigatori hanno analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza, i tabulati telefonici e i dati relativi alle celle agganciate dai cellulari. Gli elementi raccolti avrebbero consentito di ricostruire gli spostamenti dei protagonisti e le diverse fasi dell’episodio avvenuto il 14 ottobre 2025.

Secondo l’impostazione accusatoria, gli indagati avrebbero sfruttato il precedente rapporto di conoscenza e amicizia con il giovane per attirarlo in una situazione preparata in anticipo.

Il presunto piano nel b&b

La vicenda sarebbe iniziata alcuni giorni prima, quando Solø avrebbe chiesto all’amico di ospitare Jenny Matai nella propria abitazione. Durante la serata la donna avrebbe tentato un approccio intimo, respinto dal ventiduenne.

Successivamente Matai lo avrebbe invitato in un b&b di Trastevere, ufficialmente per chiarire quanto accaduto. Una volta nella stanza, il ragazzo sarebbe stato indotto a registrare un messaggio vocale contenente alcuni apprezzamenti nei confronti della giovane. Il file sarebbe stato subito inoltrato a Bellini, creando il pretesto per il successivo intervento.

Poco dopo il giovane sarebbe stato circondato, impossibilitato ad allontanarsi e sottoposto a una lunga aggressione.

Due ore di violenze e umiliazioni

Nell’ordinanza cautelare, secondo quanto riportato dalla stampa, si descrivono calci e pugni sferrati ripetutamente su diverse parti del corpo. La vittima sarebbe stata colpita anche con una collana a catena e insultata con frasi dirette a umiliarla.

Gli aggressori l’avrebbero inoltre cosparsa di birra, obbligandola a pulire il pavimento della stanza. Prima della fuga le sarebbero stati sottratti il telefono cellulare e i 15 euro in contanti che aveva con sé.

Il ventiduenne sarebbe riuscito ad aprire la porta e ad allontanarsi soltanto dopo avere ripetutamente spiegato la propria versione dell’incontro precedente.

La frattura dell’orbita

Dopo la fuga, il giovane è stato sottoposto alle cure dei sanitari. Gli è stata diagnosticata una frattura dell’orbita sinistra, insieme ad altre lesioni, con una prognosi complessiva di trenta giorni.

La gravità e la durata delle condotte contestate hanno portato gli inquirenti a ipotizzare anche il reato di tortura, oltre al sequestro di persona e alla rapina aggravata. La qualificazione giuridica dei fatti sarà sottoposta al vaglio del giudice nelle successive fasi processuali.

Il profilo del cantante

Luigi Augusto Bellini aveva partecipato ad Area Sanremo 2025, raggiungendo la fase finale della selezione. Con il nome artistico Solø aveva ottenuto visibilità soprattutto attraverso il brano “Mancati”, pubblicato nel 2024 e ascoltato sulle piattaforme digitali.

La notorietà degli indagati ha dato grande risalto al caso, ma l’indagine resta concentrata sugli elementi raccolti dai carabinieri e sulle singole condotte attribuite a ciascuno. Le misure cautelari non rappresentano una dichiarazione di colpevolezza e potranno essere contestate dalle difese nelle sedi previste.