Urbanistica Milano, sequestrati 12,5 milioni alla società delle Park Towers

La Gdf blocca crediti del Sismabonus: per la gip c’è rischio di dispersione dei fondi

urbanistica milano sequestrati 12 5 milioni alla societa delle park towers

La Guardia di finanza sequestra oltre 12,5 milioni a Bluestone Crescenzago. Per i pm i crediti del Sismabonus sarebbero inesistenti perché le torri furono autorizzate come ristrutturazione e non come nuova costruzione

Tornano i sequestri nell’inchiesta sull’urbanistica milanese, ma questa volta nel mirino non ci sono cantieri o immobili. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Milano ha eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per oltre 12,5 milioni di euro nei confronti di Bluestone Crescenzago, la società che ha realizzato le Park Towers di via Crescenzago, a ridosso del Parco Lambro. Il provvedimento riguarda anche i due rappresentanti legali succedutisi alla guida della società, Andrea Bezziccheri e Gianluca Zammarchi.

Il decreto è stato firmato dalla gip Angelica Cardi su richiesta dei pubblici ministeri Paolo Filippini, Mauro Clerici e Luisa Baima Bollone, coordinati dall’aggiunto Paolo Ielo. Le ipotesi contestate, che restano da accertare nel procedimento, sono truffa aggravata ai danni dello Stato e indebita compensazione di crediti d’imposta ritenuti inesistenti. Anche la società è coinvolta ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Il nuovo fronte del Sismabonus

Al centro dell’indagine ci sono i crediti fiscali collegati al cosiddetto Sismabonus acquisti, ceduti dagli acquirenti degli appartamenti alla società costruttrice in cambio di uno sconto. La questione fiscale si innesta direttamente nel procedimento urbanistico già aperto sulle Park Towers.

Secondo la Procura, infatti, le due torri da circa 81 e 59 metri sarebbero state realizzate attraverso una Scia del 2020 che qualificava l’intervento come ristrutturazione edilizia, nonostante la demolizione di edifici molto più bassi e la costruzione di nuovi fabbricati di dimensioni radicalmente differenti. Proprio questa qualificazione, sostengono i pm, avrebbe consentito a Bluestone di accedere ai benefici fiscali previsti per gli interventi antisismici. La tesi dell’accusa è che, se l’operazione fosse stata considerata una nuova costruzione, quei crediti non sarebbero spettati nelle modalità utilizzate.

Le Park Towers sono già al centro di un processo per il quale nel luglio 2025 erano stati rinviati a giudizio sei imputati, tra cui lo stesso Bezziccheri, il progettista e funzionari comunali. In quel procedimento vengono contestati, a vario titolo, reati collegati alla trasformazione urbanistica dell’area.

Per la gip c’è il rischio che il denaro venga disperso

L’elemento più rilevante emerso nelle ultime ore riguarda le ragioni cautelari del sequestro. Nel provvedimento di 17 pagine la gip Cardi indica un rischio concreto che i crediti possano essere ulteriormente utilizzati, trasferiti o sottratti alla futura confisca.

Secondo gli accertamenti della Guardia di finanza, una parte delle somme, pari a 3.590.400 euro, sarebbe già stata impiegata per compensare debiti fiscali. Un’altra quota sarebbe stata trasferita gratuitamente a Bluestone Aspromonte, mentre la parte residua risulta ancora nella disponibilità di Bluestone Crescenzago. La giudice sottolinea inoltre che quest’ultima società sarebbe destinata a cessare una volta conclusa l’operazione immobiliare con la vendita dei 113 appartamenti. È questo quadro a fondare, secondo il decreto, il pericolo di condotte distrattive o elusive.

La Procura colloca l’acquisizione e la monetizzazione dei crediti tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Per gli inquirenti questo passaggio temporale è decisivo perché, quando i benefici fiscali sarebbero stati utilizzati, il procedimento sulle Park Towers era già emerso pubblicamente e la qualificazione urbanistica dell’intervento era già oggetto di contestazione giudiziaria.

Il nodo della buona fede

La difesa di Bluestone insiste da tempo su un punto differente. L’avvocato Andrea Soliani ha sostenuto in più occasioni che la società abbia operato nella convinzione di muoversi legittimamente, dopo aver ricevuto valutazioni professionali e indicazioni dalle strutture competenti.

È una linea diventata ancora più importante dopo alcuni pronunciamenti arrivati negli ultimi mesi nell’ampio contenzioso sull’urbanistica milanese. A giugno, nel processo riguardante Torre Milano di via Stresa, gli otto imputati sono stati assolti in primo grado perché il fatto non costituisce reato. Le motivazioni della sentenza sono attese entro il termine indicato dal tribunale.

Anche sulle Park Towers sono arrivate decisioni favorevoli alle difese in procedimenti differenti. A luglio la Corte dei Conti della Lombardia ha assolto tre funzionari comunali nel giudizio per il presunto danno erariale legato agli oneri di urbanizzazione, escludendo la colpa grave.

Ad agosto, inoltre, il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso di Bluestone contro una successiva richiesta del Comune di Milano relativa agli oneri di urbanizzazione, ritenendo illegittima l’applicazione retroattiva di tariffe approvate dopo la Scia del luglio 2020.

Bezziccheri e i diversi filoni dell’inchiesta

Il nome di Andrea Bezziccheri era già emerso nel capitolo più ampio dell’indagine sulla gestione dell’urbanistica milanese. Nel luglio 2025 l’imprenditore era finito in carcere nell’ambito di un filone per presunta corruzione collegato all’ex componente della Commissione paesaggio Alessandro Scandurra.

La misura cautelare era stata successivamente annullata dal Tribunale del Riesame. Nel novembre dello stesso anno la Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso della Procura, confermando la revoca della custodia. Nelle motivazioni depositate successivamente, la Suprema Corte aveva chiarito che gli elementi raccolti non erano sufficienti, sul piano cautelare, a dimostrare un patto corruttivo.

Il nuovo procedimento sui crediti fiscali segue però un binario autonomo. L’oggetto non è la presunta corruzione né direttamente la regolarità edilizia delle torri, che viene affrontata nel processo già in corso, ma le conseguenze fiscali che l’accusa fa discendere proprio dalla qualificazione dell’intervento.

Un passaggio delicato per tutta l’urbanistica milanese

Il sequestro apre così un capitolo potenzialmente più ampio. Se la tesi della Procura dovesse trovare conferma, il principio potrebbe avere conseguenze anche su altri interventi immobiliari nei quali la distinzione tra ristrutturazione e nuova costruzione ha inciso sull’accesso a incentivi fiscali.

È uno dei punti più sensibili dell’intera vicenda urbanistica di Milano. Da una parte la Procura sostiene da anni che alcuni grandi interventi siano stati autorizzati attraverso strumenti amministrativi non adeguati alla loro effettiva portata. Dall’altra costruttori, progettisti e funzionari richiamano prassi consolidate, interpretazioni normative e atti dello stesso Comune per sostenere di avere agito nella convinzione della piena legittimità delle operazioni.

Con il sequestro da 12,5 milioni, il confronto si sposta ora anche sul terreno fiscale. Sarà il procedimento giudiziario a stabilire se i crediti ottenuti da Bluestone Crescenzago fossero realmente inesistenti e se vi siano responsabilità penali. Fino ad allora le contestazioni della Procura restano ipotesi accusatorie e vale per tutti gli indagati la presunzione di innocenza.