Milano, avvocato condannato a 4 anni e mezzo: caso anche all’Ordine

Il professionista lavorava in un noto studio. Contestati rapporti a pagamento con ragazze minorenni

milano avvocato condannato a 4 anni e mezzo caso anche all ordine

Quattro anni e mezzo in primo grado per prostituzione minorile e droga. Il legale aveva già patteggiato due anni per altri episodi. La sentenza sarà trasmessa all’Ordine degli Avvocati per le valutazioni disciplinari

Una condanna penale che ora apre inevitabilmente anche il fronte professionale. Un avvocato milanese di 56 anni, partner di un importante studio legale, è stato condannato in primo grado a quattro anni e mezzo di reclusione dal Tribunale di Milano per prostituzione minorile e per reati legati alla detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. I fatti risalgono al periodo tra il 2020 e il 2021 e riguardano rapporti con ragazze che all’epoca non avevano ancora compiuto 18 anni.

Il processo si è celebrato a porte chiuse, come previsto a tutela delle vittime minorenni. Il collegio della quinta sezione penale ha inoltre disposto che il verdetto venga comunicato all’Ordine degli Avvocati, al quale spetterà valutare gli eventuali effetti disciplinari della vicenda.

Gli incontri attraverso le piattaforme online

Secondo quanto emerso nel procedimento, il professionista avrebbe conosciuto le giovani attraverso piattaforme di incontri. L’accusa contestava rapporti sessuali in cambio di denaro, regali o altre utilità, con la consapevolezza della loro minore età.

In uno degli episodi entrati nel processo sarebbe stato concordato un pagamento di 200 euro. In un altro caso il rapporto tra il professionista e una delle ragazze sarebbe proseguito per diversi mesi, con trasferimenti di denaro, acquisti e regali che, secondo gli atti dell’accusa, avrebbero raggiunto complessivamente alcune decine di migliaia di euro.

Una delle giovani avrebbe anche vissuto per un periodo nell’abitazione dell’avvocato. Il procedimento ha ricostruito una frequentazione continuativa, non limitata quindi a un singolo incontro.

La contestazione sulla cocaina

Alla prostituzione minorile si è aggiunto nel processo anche il capitolo degli stupefacenti. Secondo l’impostazione accolta dal Tribunale, durante alcuni incontri il professionista avrebbe messo a disposizione delle ragazze della cocaina.

La droga non sarebbe stata considerata il corrispettivo dei rapporti sessuali, ma ha dato origine a un’autonoma contestazione che ha contribuito alla condanna pronunciata il 15 settembre.

Una delle persone offese si è costituita parte civile. Nei suoi confronti i giudici hanno riconosciuto una provvisionale di 20 mila euro, in attesa della definizione completa del risarcimento.

Il precedente patteggiamento

Il verdetto non rappresenta il primo esito giudiziario della vicenda. Nell’ambito della stessa inchiesta il legale aveva già definito con un patteggiamento a due anni altre contestazioni riferite ai rapporti con due ragazze straniere che erano minorenni al momento dei fatti.

Quel procedimento era rimasto fino ad ora circoscritto alla sfera giudiziaria. Secondo quanto ricostruito, il professionista non aveva informato della vicenda né lo studio legale del quale è partner né l’Ordine forense.

La nuova sentenza cambia il quadro perché sono stati gli stessi giudici a disporne la trasmissione all’organismo professionale. Sarà dunque l’Ordine, sulla base dei propri procedimenti e delle proprie regole, a valutare la posizione dell’iscritto sul piano deontologico.

Una vicenda destinata ad avere un seguito

La condanna pronunciata dal Tribunale di Milano è di primo grado e non è quindi definitiva. Le motivazioni della decisione sono attese entro tre mesi e soltanto dopo il loro deposito sarà possibile conoscere nel dettaglio il ragionamento seguito dal collegio.

Il nome del professionista non viene reso pubblico anche per evitare che, attraverso elementi indiretti, possano essere identificate le ragazze coinvolte nella vicenda.

Accanto all’eventuale prosecuzione del processo penale si apre però da subito un secondo percorso, quello davanti agli organismi dell’avvocatura. Una dimensione particolarmente delicata per un professionista inserito ai vertici di un importante studio e che, dopo anni nei quali la vicenda era rimasta lontana dall’ambiente lavorativo, dovrà ora confrontarsi anche con le conseguenze della sentenza sulla propria attività.