Il dolore di una famiglia e le domande di un’inchiesta ancora aperta si incontrano davanti alla Corte d’assise di Forlì, dove il 15 ottobre è iniziato il processo a Luca Spada, ex autista soccorritore della Croce Rossa. Al centro del giudizio c’è la morte di Deanna Mambelli, 85 anni, deceduta il 25 novembre 2025 durante un trasferimento sanitario. Il figlio della donna, presente nel racconto della giornata giudiziaria, non cerca un confronto con l’imputato: «Fa troppo male, non abbiamo nulla da dirgli».
L’accusa e la ricostruzione del trasporto
Secondo la Procura di Forlì, la donna sarebbe morta a causa di un’embolia gassosa provocata dall’introduzione di aria nel sistema venoso durante il viaggio in ambulanza. È la ricostruzione accusatoria, non una responsabilità già accertata: la prova dovrà essere valutata dai giudici attraverso consulenze, testimonianze e confronto tra accusa e difesa. Spada, che si è sempre dichiarato innocente, risponde dell’accusa di omicidio volontario aggravato. Il processo è stato disposto con giudizio immediato.
Le indagini hanno portato all’arresto dell’ex soccorritore nell’aprile 2026. Da allora la vicenda ha suscitato forte attenzione anche fuori dall’Emilia-Romagna, per la delicatezza del contesto in cui si sarebbe verificato il fatto: un servizio destinato a tutelare persone anziane o fragili durante il trasferimento da una struttura sanitaria all’altra.
Gli altri cinque decessi sotto esame
Il procedimento aperto oggi riguarda Deanna Mambelli, ma gli investigatori continuano ad approfondire altri cinque decessi di anziani avvenuti in circostanze ritenute sospette. Sono episodi distinti, sui quali non esiste al momento una pronuncia di colpevolezza. L’ipotesi investigativa è che possa essersi ripetuto un meccanismo analogo; occorre però verificare separatamente circostanze, cause di morte ed eventuali responsabilità.
Davanti alla Corte si annuncia un’istruttoria impegnativa, con numerosi testimoni e una grande quantità di atti e intercettazioni. Un passaggio centrale sarà la valutazione dei dati medico-legali: la ricostruzione scientifica della morte di Mambelli dovrà reggere al contraddittorio processuale. Solo in quella sede le conclusioni dell’accusa potranno essere verificate e contestate dalla difesa.
La famiglia e le conseguenze per la Croce Rossa
La presenza dei familiari in aula rende tangibile la dimensione umana della vicenda. Per i figli di Mambelli, il processo rappresenta la possibilità di conoscere quanto accaduto e di ottenere una risposta giudiziaria. La loro sofferenza, affidata anche alle parole di uno dei figli, convive con la necessità di rispettare i tempi e le garanzie del giudizio.
La Croce Rossa ha segnalato una diminuzione delle richieste di servizi dopo l’emersione del caso, descrivendola come un danno per l’attività dell’organizzazione. La vicenda pone così anche un tema di fiducia pubblica nei trasporti sanitari, pur senza autorizzare generalizzazioni sul lavoro quotidiano dei soccorritori e dei volontari.
Le prossime udienze
Il confronto processuale si concentrerà sulle prove relative al decesso contestato, mentre gli altri cinque casi restano oggetto di ulteriori accertamenti. La distinzione è essenziale: il dibattimento non può trasformare sospetti ancora da verificare in fatti definitivamente provati. Per la famiglia Mambelli e per la comunità forlivese, resta l’attesa di una ricostruzione giudiziaria capace di chiarire le responsabilità, nel rispetto della presunzione di innocenza.
