Nuovo Codice della strada, multe da 3,50 euro: tutte le novità

Il governo approva la riforma in via preliminare. Cambiano multe, patenti e regole per pedoni e moto

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Previsti documenti digitali, rinnovi della patente più lunghi e nuove tutele per motociclisti e persone con disabilità

Una multa di appena 3,50 euro per chi supera di poco il limite di velocità. È una delle novità più discusse del nuovo Codice della strada, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre. Il progetto, promosso dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, modifica il sistema delle sanzioni, semplifica alcuni adempimenti per gli automobilisti e introduce nuove disposizioni per pedoni, motociclisti e persone con disabilità. Le misure, tuttavia, sono ancora una proposta normativa e non vanno confuse con le regole oggi applicabili.

Multe proporzionate ai chilometri oltre il limite

La modifica più evidente riguarda l’eccesso di velocità. Al posto di alcune fasce sanzionatorie, il nuovo meccanismo graduerebbe l’importo in relazione ai chilometri di superamento. Secondo gli esempi illustrati da Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e referente Anci in Viabilità Italia, su una strada urbana con limite di 50 chilometri orari una velocità rilevata di 56 chilometri orari comporterebbe una sanzione di 5 euro, tenendo conto della tolleranza di rilevazione. Con il pagamento entro cinque giorni e la riduzione del 30 per cento si arriverebbe così a 3,50 euro. Non si tratta, dunque, di una tariffa generalizzata per chi corre troppo.

L’effetto cambia al crescere dello sforamento. Per un rilevamento a 75 chilometri orari su un tratto urbano limitato a 50, la sanzione ipotizzata sarebbe di 100 euro; a 76 chilometri orari salirebbe a 110 euro, con due punti decurtati dalla patente. Sulle strade extraurbane e in autostrada l’aumento potrebbe risultare più severo per alcune violazioni: con limite di 90 chilometri orari, uno sforamento sanzionabile di 20 chilometri costerebbe 200 euro. La riforma prevede inoltre maggiorazioni per alcune infrazioni notturne e per le recidive.

Il confronto sulla sicurezza stradale

La scelta di alleggerire le sanzioni minime alimenta il dibattito sulla deterrenza. Giordano Biserni, presidente dell’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale (Asaps), ha espresso preoccupazione per gli importi troppo bassi e per il costo amministrativo di verbali che potrebbero valere pochi euro. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti presenta invece la revisione come un tentativo di rendere le multe più proporzionate alla gravità del comportamento, concentrando la severità sulle condotte più rischiose.

Patente, controlli e notifiche

Fra le semplificazioni previste c’è l’estensione fino ai 65 anni del rinnovo decennale della patente per auto e moto, subordinato al mantenimento dei requisiti psicofisici. Verrebbe meno anche l’obbligo di tenere materialmente a bordo patente e carta di circolazione, perché le forze dell’ordine potrebbero verificarle tramite le banche dati nazionali. Per gli accertamenti a distanza, il termine ordinario di notifica dei verbali passerebbe da 90 a 45 giorni. Per i conducenti professionali di camion e autobus, il limite di età potrebbe arrivare a 70 anni, con verifiche periodiche.

Pedoni, motociclisti e mobilità leggera

Il testo interviene anche sugli attraversamenti pedonali: prima di impegnare le strisce, chi cammina dovrebbe fermarsi e verificare di essere stato visto, mentre resterebbe fermo l’obbligo di precedenza per i conducenti. Per le moto sono allo studio maggiori protezioni individuali e la possibilità di percorrere la corsia di emergenza autostradale in particolari situazioni di incidente o rallentamento. Per alcuni cicli a propulsione, distinti dalle ordinarie biciclette a pedalata assistita, si prevedono casco e contrassegno; per i monopattini a noleggio, una fotografia alla conclusione della corsa.

Disabilità e calendario della riforma

I Comuni dovrebbero aderire alla piattaforma nazionale del Contrassegno unificato disabili europeo, così da facilitare la circolazione nelle zone a traffico limitato autorizzate senza ripetere le comunicazioni delle targhe. Il provvedimento contempla inoltre una stretta sui veicoli privi di assicurazione. Lo schema indica il 1° aprile 2027 come data di entrata in vigore, ma lega la piena efficacia a passaggi attuativi successivi, con riferimento al 2028. Fino al completamento dell’iter e alla pubblicazione delle norme definitive continueranno a valere le disposizioni vigenti.