Giustizia, scontro nella maggioranza: Forza Italia accelera, FdI frena

Nordio convoca il vertice del 3 giugno per evitare la rottura

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Dopo il referendum fallito sulla separazione delle carriere, si riaprono le tensioni nel centrodestra sulla riforma della giustizia. Forza Italia rilancia sulle misure garantiste, mentre Fratelli d’Italia punta a ricucire con la magistratura

La riforma della giustizia torna a dividere la maggioranza di governo. Dopo il fallimento del referendum sulla separazione delle carriere, il centrodestra si ritrova nuovamente spaccato sulle prossime mosse da portare avanti in Parlamento. E per evitare che le tensioni esplodano definitivamente, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha convocato per il 3 giugno un vertice con capigruppo, sottosegretari e presidenti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato.

L’obiettivo è trovare una linea comune sui provvedimenti ancora realizzabili nell’ultimo anno di legislatura. Ma dietro il confronto emergono visioni sempre più distanti tra Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Forza Italia rilancia il fronte garantista

A spingere per una nuova offensiva sulla giustizia sarebbe anche la famiglia Berlusconi, con particolare attenzione di Marina Berlusconi al tema delle riforme garantiste.

Gli azzurri, guidati sul dossier dal capogruppo Enrico Costa, vogliono accelerare su una serie di proposte considerate storiche battaglie del partito: responsabilità civile dei magistrati, limiti alla custodia cautelare, inappellabilità delle assoluzioni e restrizioni sui sequestri di smartphone.

L’idea di Forza Italia è evitare che il tema giustizia venga definitivamente archiviato dopo il referendum perso e rilanciare invece una forte identità “garantista” in vista del finale di legislatura.

Il nodo del gip collegiale

Il fronte più delicato riguarda però la riforma del cosiddetto gip collegiale, prevista dalla legge del 2024. La norma stabilisce che le decisioni sulla custodia cautelare non vengano più prese da un singolo giudice ma da un collegio composto da tre magistrati.

La riforma sarebbe dovuta entrare in vigore ad agosto, ma il ministero della Giustizia ha già annunciato un rinvio per carenza di organico. Mancano infatti magistrati sufficienti per applicare concretamente il nuovo sistema senza paralizzare i tribunali.

Ed è proprio sui tempi e sulle modalità del rinvio che si consuma lo scontro politico interno alla maggioranza.

La frattura tra Fratelli d’Italia e Forza Italia

Forza Italia chiede un rinvio limitato e con una data certa per evitare che la riforma venga continuamente prorogata. Gli azzurri vorrebbero inoltre che i giudici incaricati delle decisioni cautelari vengano scelti all’interno dello stesso distretto di Corte d’Appello, ampliando così il numero di magistrati disponibili e riducendo possibili incompatibilità.

Diversa la posizione di Fratelli d’Italia, che tramite il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni spinge per una selezione dei giudici su base circondariale, cioè all’interno dello stesso tribunale. Una soluzione che richiederebbe però l’assunzione di centinaia di magistrati e comporterebbe tempi molto più lunghi.

Dietro la prudenza dei meloniani, secondo diverse ricostruzioni interne alla maggioranza, ci sarebbe anche la volontà politica di abbassare lo scontro con l’Associazione Nazionale Magistrati e ricucire i rapporti con le toghe dopo mesi di tensioni.

Lo scudo penale per le forze dell’ordine

Nel frattempo è entrata in vigore anche una delle norme più controverse inserite nel decreto Sicurezza del governo Meloni: il nuovo registro “45-bis”, pensato per evitare l’immediata iscrizione nel registro degli indagati di persone che abbiano agito in presenza di cause di giustificazione, come la legittima difesa.

La misura è stata pensata soprattutto per le forze dell’ordine e introduce una sorta di “scudo penale” preliminare per agenti coinvolti in episodi avvenuti durante il servizio. Il nuovo registro sarà adottato da tutte le procure italiane e conterrà informazioni sulle persone coinvolte e sulla specifica causa di giustificazione invocata.

Il clima nella maggioranza resta teso

Oltre al gip collegiale, restano aperti altri fronti di scontro, dalla prescrizione ai limiti sul sequestro degli smartphone, temi sui quali Forza Italia continua a spingere mentre Fratelli d’Italia appare molto più prudente.

Il vertice convocato da Nordio servirà quindi anche a evitare che il dossier giustizia si trasformi in una frattura politica permanente dentro la coalizione di governo.

Per ora la maggioranza continua a mostrarsi compatta solo formalmente. Ma sul rapporto con la magistratura e sulle riforme più simboliche del garantismo, le distanze restano profonde.