Bonelli attacca il nucleare: «Serve una svolta sulle rinnovabili»

Il leader di Avs critica la strategia del governo e rilancia gli investimenti nelle energie pulite

bonelli attacca il nucleare serve una svolta sulle rinnovabili

Angelo Bonelli accusa l'esecutivo di utilizzare il nucleare come tema politico per coprire il fallimento delle politiche energetiche. Secondo il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, l'Italia dovrebbe puntare con decisione su rinnovabili, efficienza

«Mi accusano di essere un sognatore, ma dopo quattro anni di questo governo il costo dell'energia è alle stelle e Giorgia Meloni non ha fatto quello che avrebbe dovuto. Ora usa il nucleare come diversivo». È un attacco diretto quello lanciato da Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che torna a contestare la strategia energetica dell'esecutivo mentre il dibattito sull'atomo è tornato al centro dell'agenda politica.

Secondo Bonelli, il governo starebbe utilizzando il tema nucleare per spostare l'attenzione dalle difficoltà immediate di famiglie e imprese, senza affrontare concretamente il problema dei costi energetici.

Il nodo dei mini reattori

Il leader ecologista contesta anche il crescente consenso registrato dai sondaggi nei confronti degli Small Modular Reactor, i cosiddetti mini reattori nucleari. A suo giudizio, una parte significativa dell'opinione pubblica non dispone ancora di informazioni sufficienti per valutare correttamente la questione.

Bonelli richiama il precedente del referendum del 2011, quando le rilevazioni demoscopiche indicavano una situazione diversa rispetto all'esito finale delle urne. Per il deputato, il ritorno del tema nucleare nel dibattito pubblico sarebbe funzionale soprattutto a mascherare le carenze della politica energetica dell'attuale maggioranza.

I costi e i ritardi del nucleare

Tra le principali critiche avanzate da Bonelli vi sono i costi elevati delle nuove centrali e i tempi necessari per la loro realizzazione. L'esponente di Avs cita il caso della centrale di Flamanville, in Francia, il cui progetto ha accumulato anni di ritardo e costi molto superiori alle stime iniziali.

Anche sugli Smr, sostiene Bonelli, non esistono ancora applicazioni industriali diffuse che possano dimostrare la sostenibilità economica della tecnologia. Alcuni progetti avviati negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali sono stati ridimensionati o sospesi proprio a causa dell'aumento dei costi.

L'alternativa delle rinnovabili

Per il deputato ambientalista la strada da seguire è un'altra. Bonelli propone un grande piano nazionale per trasformare l'Italia in un polo europeo delle energie rinnovabili, coinvolgendo imprese, regioni e operatori del settore.

Nel mirino finisce anche la decisione del governo di non sostenere, negli anni scorsi, alcuni progetti di sviluppo delle fonti pulite promossi dal mondo industriale. Secondo Bonelli, un'accelerazione sugli investimenti avrebbe consentito oggi una minore dipendenza dal gas e bollette più contenute.

Pompe di calore e industria

Tra le priorità indicate dal leader di Avs figura la diffusione delle pompe di calore, considerate una tecnologia particolarmente efficiente per ridurre i consumi energetici di famiglie e aziende.

Bonelli annuncia inoltre l'intenzione di chiedere un confronto con il presidente di Confindustria, Giovanni Orsini, per discutere una strategia industriale fondata sull'elettrificazione dei consumi e sull'efficienza energetica.

Secondo il deputato, il sistema produttivo italiano potrebbe beneficiare di una maggiore competitività proprio attraverso tecnologie che consentano di ridurre il fabbisogno energetico e i costi di esercizio.

Il confronto nel centrosinistra

Bonelli lancia infine un messaggio anche alle forze di opposizione. A suo giudizio, il centrosinistra dovrà assumere una posizione chiara sulle politiche energetiche se vorrà presentarsi come alternativa di governo.

Per il leader di Avs, non possono esserci ambiguità sulla centralità delle fonti rinnovabili nel futuro energetico del Paese. Un tema destinato a restare al centro del confronto politico nei prossimi mesi, mentre il governo continua a promuovere il ritorno dell'opzione nucleare.