Un casting che chiude un cerchio. Da anni il suo nome è accostato a quello di Audrey Hepburn. Il taglio degli occhi, l’eleganza naturale, quella grazia che sembra appartenere a un’altra epoca. Con Emily in Paris il parallelismo era diventato quasi inevitabile. Ora per Lily Collins il confronto si trasforma in ruolo: sarà lei a interpretare la diva nel film che racconterà la nascita di Colazione da Tiffany, il classico del 1961 che ha segnato un’epoca. Il progetto non sarà un semplice biopic, ma un racconto concentrato sul processo creativo che portò alla realizzazione del film, diventato nel tempo un pilastro della cultura pop e dell’estetica contemporanea.
Dal bestseller al grande schermo
La sceneggiatura è firmata da Alena Smith e prende ispirazione dal libro di Sam Wasson, Colazione con Audrey. La diva, lo scrittore e il film che crearono la donna moderna. Un saggio che riporta alla luce le tensioni, le intuizioni e le fragilità dietro le quinte di un set destinato a entrare nella storia. Nel racconto emergono le ambizioni di Truman Capote, che aveva immaginato per Holly Golightly un volto molto diverso, il lavoro meticoloso della costumista Edith Head e la regia elegante di Blake Edwards. Il libro descrive una lavorazione complessa, attraversata da dubbi e scelte rischiose, culminata in un’uscita che avrebbe ridefinito i confini tra cinema e moda. Collins non sarà soltanto protagonista: parteciperà come coproduttrice con la sua società Case Study Films, affiancata da Imagine Entertainment. Un coinvolgimento diretto che segnala la volontà di presidiare anche il tono e l’identità del progetto.
La costruzione di un’icona
Raccontare la gestazione di Colazione da Tiffany significa entrare nel laboratorio in cui è nata Holly Golightly, figura sospesa tra leggerezza e malinconia. Non un semplice personaggio, ma un simbolo capace di incarnare una nuova femminilità, più autonoma e insieme vulnerabile. L’impatto del film fu immediato. Non solo per la trama, ma per l’immaginario che seppe creare: lo stile, i costumi, la colonna sonora, l’idea stessa di donna metropolitana e moderna. Il nuovo lungometraggio promette di muoversi proprio in quell’area fragile e affascinante dove intuizione artistica e caso si intrecciano, restituendo la nascita di un mito che continua a parlare al presente.
