Quattro anni di guerra: i volti dell’Ucraina che resiste

Ritratti da Kiev: vite spezzate ma non la speranza

quattro anni di guerra i volti dell ucraina che resiste

A quattro anni dall’invasione russa su larga scala, uomini e donne ucraini raccontano perdite, ferite e ricostruzioni. Dalla maestra diventata cecchino al giovane mutilato in battaglia, fino alle famiglie colpite dai droni

Prima e dopo il 24 febbraio. Quattro anni di guerra hanno cambiato l’Ucraina e i suoi cittadini. Case distrutte, famiglie spezzate, corpi mutilati. Eppure, nei volti ritratti a Kiev emerge una resilienza che non si è piegata. Tutti posano con una fotografia scattata prima dell’invasione russa su larga scala: un prima e un dopo che si guardano negli occhi.

Dalla danza al mirino

Tetiana Khimion, 47 anni, era giudice internazionale di ballo e insegnante a Sloviansk. Oggi è cecchino dell’esercito ucraino. La sua vita era scandita da gare e studio, non da coordinate e bersagli. Dopo l’arruolamento del marito ha scelto di seguire la stessa strada. Ha ricevuto addestramento in Europa e ora opera in unità combattenti. Madre di due figli adulti, spera che non debbano mai imbracciare un’arma.

Una famiglia spezzata a Chernihiv

Oksana Osypenko, 43 anni, insegnante, viveva a Chernihiv con il marito Oleksandr e i figli. Il 3 marzo 2022 un bombardamento russo ha colpito la città. Il marito, impegnato nella difesa territoriale, è stato ucciso. La notizia è arrivata settimane dopo. Oggi il figlio più piccolo cresce senza padre. La guerra ha trasformato sogni di una nuova casa in un lutto permanente.

Amore e prigionia

Liliia, 30 anni, danzatrice e attrice teatrale, ha visto il compagno Bohdan, arruolato nella brigata Azov, cadere prigioniero durante l’invasione. Alla fine del 2025 un tribunale russo lo ha condannato a 18 anni di carcere. Da allora la giovane partecipa alle manifestazioni per i prigionieri di guerra a Kiev, vivendo tra palcoscenico e angoscia.

Il ragazzo senza arti

Ruslan Knysh aveva 16 anni quando l’invasione è iniziata. Due anni dopo si è arruolato. Nell’ottobre 2024 un attacco con droni nella regione di Kharkiv lo ha privato di braccia e gambe. Oggi, a 20 anni, affronta la riabilitazione e prepara un viaggio negli Stati Uniti per le protesi. Tra ironia amara e citazioni poetiche, parla di stanchezza ma anche di destino.

Una casa colpita dal drone

Yaroslav Nehoda, 40 anni, aveva atteso vent’anni per diventare padre. La figlia Adelina era nata nell’aprile 2025. Il 22 ottobre un drone Shahed ha colpito la casa di famiglia nella regione di Kiev. La moglie, la bambina di sei mesi e una nipote sono morte. Nehoda vive oggi tra memoria e tentativo di futuro, con il peso di un’assenza irreparabile.

In prima linea nei soccorsi

Ivan Khmelnytskyi, 25 anni, lavorava in un call center. Dopo l’invasione ha trovato posto nel Servizio statale di emergenza. Oggi è sergente in un’unità di soccorso che interviene dopo attacchi missilistici e con droni. Dorme con il telefono sotto il cuscino, pronto a partire in ogni momento. Dice che la parte più difficile è che la guerra rischia di diventare normalità.

Nove traslochi in quattro anni

Liudmyla Shytik, 77 anni, e il marito Viktor hanno perso la casa a Vuhledar, nel Donetsk, bruciata dopo settimane di bombardamenti. Sono stati costretti a trasferirsi nove volte. Un appartamento a Kiev è stato danneggiato da un missile nel 2022. Oggi vivono in un alloggio sociale vicino alla capitale. Non sanno cosa accadrà dopo la scadenza dell’assegnazione, ma rivendicano il diritto a restare in vita.

Un Paese che non si arrende

Dal 24 febbraio 2022 l’Ucraina ha vissuto quattro anni di invasione su larga scala. Le storie raccolte a Kiev mostrano dolore e fatica, ma anche una volontà diffusa di resistere. Ogni ritratto affianca un’immagine del passato: non per nostalgia, ma per affermare che l’identità di un Paese non si cancella sotto le bombe.