Donald Trump al Congresso: "America nell’età dell’oro"

Attacco frontale alla Corte Suprema sui dazi e tensioni con i democratici in aula

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Il presidente rivendica risultati su economia e occupazione, sfida i giudici sulle tariffe e rilancia su immigrazione e politica estera. Clima teso al Congresso, espulso il deputato Al Green dopo una protesta contro il capo della Casa Bianca

L’America “è tornata” e vive “la sua età dell’oro”. Con queste parole Donald Trump ha aperto il discorso sullo Stato dell’Unione davanti alle Camere riunite in sessione congiunta, in un clima segnato da tensioni istituzionali e profonde divisioni politiche. Il presidente ha parlato per 108 minuti, il più lungo intervento di questo tipo nella storia recente, rivendicando i risultati del suo mandato e rilanciando la sfida in vista delle elezioni di midterm.

Lo scontro con la Corte Suprema

Seduti di fronte a lui c’erano anche i giudici della Corte Suprema, guidati dal presidente John Roberts. Trump non ha esitato ad attaccarli direttamente, definendo “totalmente sbagliata e infelice” la sentenza che ha giudicato illegittimi alcuni dazi imposti senza un esplicito via libera del Congresso.

Il capo della Casa Bianca ha promesso di aggirare l’ostacolo introducendo nuove tariffe, sostenendo che i dazi “stavano riportando denaro in America” e che i nuovi prelievi globali saranno “ancora più efficaci”. Parole che hanno gelato l’aula e aperto un nuovo fronte nel delicato equilibrio tra poteri dello Stato.

Economia e consenso in bilico

Sul piano interno Trump ha insistito sul calo dell’inflazione e sulla solidità dell’occupazione, affermando di aver ereditato una situazione critica dall’ex presidente Joe Biden e di averla rapidamente corretta. Ha citato il calo dei prezzi della benzina e dei tassi sui mutui, rivendicando che la totalità dei nuovi posti di lavoro creati sotto la sua amministrazione appartiene al settore privato.

Eppure i sondaggi continuano a segnalare un diffuso malcontento sul costo della vita. Il presidente ha evitato di soffermarsi sul tema dell’accessibilità economica, che resta centrale nel dibattito pubblico, preferendo puntare su una narrazione di crescita e rilancio nazionale, anche in vista delle prossime scadenze elettorali.

Immigrazione e scontro politico

Uno dei passaggi più accesi ha riguardato l’immigrazione. Trump ha difeso le operazioni dell’Ice e ha denunciato le conseguenze delle “frontiere aperte”, tornando a evocare il rischio di infiltrazioni criminali. Le sue parole hanno provocato la reazione della deputata democratica Ilhan Omar, che lo ha interrotto gridando “bugiardo”.

Per alcuni minuti l’aula si è trasformata in un’arena, tra cori contrapposti e richiami all’ordine. Il presidente ha quindi invocato la fine della violenza politica, ricordando l’uccisione dell’attivista conservatore Charlie Kirk e chiedendo unità contro ogni estremismo.

Il caso Al Green

La serata è stata segnata anche dall’espulsione del deputato democratico Al Green, allontanato dall’aula dopo aver esposto un cartello di protesta contro il presidente. È la seconda volta che Green viene rimosso durante lo Stato dell’Unione, un gesto simbolico che riflette la radicalizzazione del confronto politico a Washington. L’episodio ha evidenziato il disagio di parte dell’opposizione, divisa tra la scelta di una protesta visibile e la volontà di non trasformare la cerimonia in uno scontro permanente.

Politica estera tra Iran e Ucraina

Solo nella parte finale del discorso Trump ha affrontato i dossier internazionali. Ha parlato del Venezuela come di un nuovo interlocutore energetico e ha ribadito che sull’Ucraina spetta a Kiev trovare un compromesso con Mosca. Sull’Iran ha adottato toni duri, affermando che non permetterà mai a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare, pur dichiarandosi favorevole a una soluzione diplomatica. Un equilibrio fragile, in un contesto globale segnato da tensioni crescenti. Il messaggio politico è stato chiaro: rilanciare l’immagine di un’America forte e rispettata, pronta a imporsi sul piano commerciale e strategico. Resta da capire se questa narrazione riuscirà a convincere un Paese che appare ancora profondamente diviso.