La decisione del tribunale. Resteranno in carcere almeno altri due giorni Thiago Avila e Saif Abukashek, i due attivisti della Flotilla fermati durante il raid della marina israeliana. A stabilirlo è stato il tribunale di Ashkelon, che ha parzialmente accolto la richiesta della procura. I due, membri del direttivo della missione internazionale, sono apparsi in aula provati dopo giorni di detenzione e sciopero della fame. Avila è stato portato davanti al giudice con le catene ai piedi, mentre sul suo volto erano visibili segni di percosse. Abukashek presentava invece i segni delle fascette ai polsi, utilizzate durante la custodia.
Accuse e contestazioni
Le autorità israeliane ipotizzano per entrambi reati gravi, tra cui assistenza al nemico in tempo di guerra e contatti con organizzazioni ostili. Non si tratta ancora di incriminazioni formali, ma di accuse preliminari che consentono il prolungamento della detenzione. Gli avvocati della ong Adalah hanno contestato duramente la decisione, denunciando trattamenti inumani e l’assenza di una base legale per il fermo. Secondo la difesa, i due attivisti sarebbero stati intercettati in acque internazionali, fuori dalla giurisdizione israeliana.
La reazione internazionale
Il caso ha provocato una forte reazione diplomatica. I governi di Spagna e Brasile hanno parlato apertamente di azione illegale, denunciando il raid come una violazione del diritto internazionale. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha chiesto l’immediato rilascio di Abukashek, cittadino spagnolo da oltre vent’anni, definendo l’operazione “inaccettabile” e priva di qualsiasi base giuridica.
Mobilitazione e appelli
La vicenda ha attivato una mobilitazione internazionale. In Italia è stato presentato un esposto urgente alla procura di Roma, mentre a livello europeo è stato avviato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Tra le voci più note intervenute c’è quella dell’attivista Greta Thunberg, che ha chiesto la liberazione immediata dei due detenuti, rilanciando l’attenzione globale sulla missione della Flotilla.
Il rientro degli italiani
Intanto alcuni degli attivisti fermati durante il raid stanno rientrando in Italia dopo essere stati rilasciati in Grecia. Tra loro anche Tony La Piccirella, che ha denunciato condizioni di detenzione dure e isolamento prolungato su una nave militare israeliana. Le testimonianze raccolte nelle prossime ore potrebbero contribuire a chiarire quanto accaduto durante l’operazione.
La missione pronta a ripartire
Nonostante l’accaduto, la Flotilla non si ferma. Le imbarcazioni recuperate, seppur danneggiate, sono in fase di riparazione e potrebbero tornare in mare entro pochi giorni, condizioni meteo permettendo. Gli organizzatori parlano di una determinazione rafforzata: alla spinta iniziale, legata alla crisi umanitaria a Gaza, si aggiunge ora la richiesta di liberazione dei due attivisti ancora detenuti.
