Mandato Corte penale internazionale per Smotrich: "Avranno la guerra"

La Corte dell’Aja valuta arresti per ministri israeliani

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La Corte penale internazionale avrebbe chiesto mandati di arresto per Benjamin Netanyahu, Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir. Il ministro delle Finanze israeliano attacca la CPI e ordina la demolizione del villaggio palestinese di Khan al Ahmar.

La possibile emissione di mandati di arresto da parte della Corte penale internazionale contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir apre una nuova fase di scontro politico e diplomatico tra Israele e le istituzioni internazionali.

L’anticipazione, pubblicata dal quotidiano israeliano Haaretz, ha provocato una reazione immediata da parte di Smotrich, leader del partito di estrema destra Sionismo Religioso, che ha definito la Corte dell’Aja “antisemita” accusando direttamente l’Autorità Nazionale Palestinese di aver orchestrato la richiesta.

Secondo quanto riportato, le accuse riguarderebbero presunti crimini contro l’umanità legati alla gestione dei territori occupati palestinesi e all’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

La risposta di Smotrich

Durante una conferenza stampa, Smotrich ha usato toni estremamente duri contro la CPI.

“Le mani sono quelle dell’Aja, ma la voce è quella dell’Autorità Palestinese. Questa organizzazione ha iniziato una guerra e riceverà in risposta una guerra”, ha dichiarato il ministro israeliano.

Parole che arrivano in un momento di crescente isolamento internazionale per alcune organizzazioni legate al movimento dei coloni israeliani. La scorsa settimana l’Unione Europea aveva infatti imposto sanzioni contro diversi gruppi e dirigenti accusati di favorire violenze e occupazioni illegali nei territori palestinesi.

Tra le organizzazioni colpite compare anche Regavim, Ong fondata proprio da Smotrich e nota per le campagne a favore della demolizione di abitazioni palestinesi considerate abusive dalle autorità israeliane.

L’ordine di demolizione di Khan al Ahmar

Poche ore dopo le indiscrezioni sui mandati della CPI, Smotrich ha annunciato la firma dell’ordine di evacuazione del villaggio beduino palestinese di Khan al Ahmar, situato a nord-est di Gerusalemme.

Il villaggio è da anni al centro di una lunga battaglia legale e politica. L’area rientra infatti nel controverso progetto coloniale E1, approvato nell’agosto 2025, che punta a collegare la colonia israeliana di Ma'ale Adumim con il quartiere di Monte Scopus, a Gerusalemme Est.

Secondo numerose organizzazioni internazionali, la realizzazione del corridoio E1 dividerebbe definitivamente la Cisgiordania palestinese in due blocchi separati, compromettendo la continuità territoriale necessaria per un futuro Stato palestinese. Nel documento si legge che “funzionari dell’Amministrazione Civile hanno dichiarato la necessità di attuare gli ordini di demolizione emessi a partire dal 2009 contro le strutture illegali nel complesso”.

Per il governo israeliano, quindi, l’intero villaggio sarebbe abusivo.

Le accuse internazionali

La demolizione di villaggi palestinesi e l’espansione delle colonie israeliane rappresentano da anni uno dei principali punti di attrito tra Israele, le organizzazioni per i diritti umani e le istituzioni internazionali.

Le autorità palestinesi e diverse Ong parlano apertamente di trasferimenti forzati e di una strategia sistematica di pressione sulle comunità palestinesi della Cisgiordania, in particolare nelle aree di Masafer Yatta, intorno a Ramallah e nella periferia di Gerusalemme Est.

Le colonie israeliane nei territori occupati sono considerate illegali dal diritto internazionale e da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, posizione che Israele continua però a contestare.

L’eventuale apertura formale di procedimenti della CPI contro membri del governo israeliano rischia ora di aggravare ulteriormente la crisi diplomatica già in corso tra Tel Aviv e diversi partner occidentali.