Nuovi sviluppi sul fronte della crisi tra Iran e Stati Uniti. La televisione di Stato iraniana ha diffuso il contenuto dell’ultima bozza del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran, aprendo uno scenario che potrebbe segnare una svolta dopo settimane di tensione militare nel Golfo Persico.
Secondo quanto riferito dall’emittente ufficiale iraniana, gli Stati Uniti avrebbero accettato di ritirare le forze militari schierate in prossimità del territorio iraniano e di revocare il blocco navale imposto ai porti della Repubblica islamica. In cambio, Teheran si impegnerebbe a ripristinare entro trenta giorni il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz ai livelli precedenti al conflitto.
Il memorandum, sempre secondo la tv iraniana, dovrebbe successivamente essere sostenuto da una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite entro sessanta giorni dall’eventuale accordo definitivo.
Hormuz resta nodo strategico
Nonostante l’apertura diplomatica, il quadro resta estremamente fragile. I Pasdaran, infatti, hanno precisato che il passaggio nello Stretto rimane vietato ai “Paesi ostili”, lasciando intendere che la normalizzazione dei traffici potrebbe non essere immediata né totale.
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei punti strategici più delicati del pianeta per il commercio energetico globale. Attraverso quel tratto di mare transita una quota significativa delle esportazioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto. Qualsiasi riduzione delle tensioni avrebbe inevitabili ripercussioni sui mercati energetici internazionali.
Teheran ha inoltre confermato che i contatti indiretti con gli Stati Uniti proseguono, anche se al momento non risultano incontri ufficiali pubblici tra le due amministrazioni.
Israele intensifica le operazioni
Parallelamente continua l’escalation militare sul fronte israelo-libanese e nella Striscia di Gaza. Secondo fonti locali, gli ultimi raid israeliani nel sud del Libano hanno provocato almeno 31 morti e circa 40 feriti.
Da parte israeliana, il ministro della Difesa Israel Katz ha confermato l’uccisione di Mohammed Odeh, indicato come nuovo comandante dell’ala militare di Hamas. L’operazione sarebbe avvenuta durante un attacco condotto ieri su Gaza City.
Katz ha rivendicato l’azione con parole molto dure, sostenendo che Odeh sia stato “mandato a incontrare i suoi complici negli abissi dell’inferno”.
Nelle stesse ore, l’esercito israeliano ha comunicato che le sirene d’allarme sono tornate a suonare nelle aree settentrionali del Paese, segnale di un clima che resta altamente instabile lungo tutto il quadrante mediorientale.
Trump cambia programma
Sul fronte americano, il presidente Donald Trump ha annunciato che la riunione di gabinetto prevista per oggi si svolgerà alla Casa Bianca anziché a Camp David, ufficialmente per possibili condizioni meteorologiche avverse. Una decisione che arriva mentre Washington continua a monitorare l’evoluzione del confronto regionale e i delicati negoziati con Teheran.
