Ucraina, guerra dei droni su Mosca. Nuovi raid russi: venti morti

Oltre 400 velivoli lanciati verso la capitale russa. Colpita anche una nave mercantile

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Mosca denuncia un attacco ucraino senza precedenti, mentre i bombardamenti russi causano 20 morti e 142 feriti. Il Cremlino convoca il diplomatico italiano dopo l’espulsione di due militari

Oltre quattrocento droni diretti verso Mosca e la sua regione, nuovi bombardamenti russi sulle città ucraine e una nave mercantile colpita nel Mar Nero. La guerra tra Russia e Ucraina entra in una nuova giornata di attacchi incrociati, mentre si apre anche un caso diplomatico con l’Italia.

Secondo il ministero della Difesa russo, nella notte le difese aeree hanno distrutto 381 velivoli senza pilota sopra diverse regioni e sui mari Nero e d’Azov. Il sindaco della capitale, Sergei Sobyanin, ha riferito che almeno 85 droni sono stati intercettati nelle vicinanze di Mosca, al termine di un’offensiva durata dalla sera fino alle prime ore del mattino.

Le autorità russe hanno segnalato dieci feriti, tra i quali tre cittadini cinesi, incendi e danni a edifici residenziali e strutture industriali. Particolarmente colpita l’area di Domodedovo, nei pressi di uno degli aeroporti principali della capitale. Le limitazioni imposte al traffico aereo hanno provocato cancellazioni e ritardi.

Kiev porta la guerra nel cuore logistico russo

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che l’operazione aveva come obiettivo infrastrutture logistiche e un deposito petrolifero nella regione moscovita. Kiev presenta gli attacchi in profondità come una forma di pressione sull’apparato industriale ed energetico che sostiene l’invasione.

La nuova offensiva segue i raid compiuti nei giorni precedenti contro centri logistici e depositi russi. Sabato, secondo le autorità regionali, sette dipendenti di un magazzino erano stati uccisi e altre decine di persone ferite. L’Ucraina sostiene che alcune strutture commerciali contribuiscano alla catena di approvvigionamento militare di Mosca, un’accusa respinta o non confermata dalle aziende coinvolte.

L’impiego simultaneo di centinaia di droni mostra la crescente capacità ucraina di organizzare missioni a lungo raggio e tentare di saturare una rete di difesa molto estesa. La maggior parte dei velivoli, secondo la versione russa, sarebbe stata abbattuta, ma alcuni sono riusciti a provocare incendi e danni nelle aree industriali.

I bombardamenti russi sull’Ucraina

Sul fronte opposto, il bilancio comunicato dalle autorità ucraine parla di almeno venti morti e 142 feriti nelle ultime ventiquattro ore. Missili, bombe guidate e droni hanno raggiunto Kiev, Kharkiv, Kherson, Sumy e altre regioni del Paese.

La capitale è stata il principale obiettivo di una delle più pesanti offensive missilistiche delle ultime settimane. Edifici residenziali, imprese e infrastrutture sono stati danneggiati in diversi quartieri, mentre le squadre di soccorso hanno continuato a cercare persone sotto le macerie.

Secondo l’Aeronautica ucraina, nella fase più intensa dell’offensiva Mosca ha impiegato droni e numerosi missili, compresi vettori balistici e ipersonici. Le difese sono riuscite a neutralizzare una parte delle minacce, senza però evitare gli impatti nelle aree urbane. La scarsità dei sistemi Patriot, particolarmente importanti contro i missili balistici, continua a rappresentare uno dei principali punti deboli della protezione ucraina.

Droni a reazione e munizioni Banderol

La Russia sta modificando anche la composizione dei propri attacchi. Il portavoce dell’Aeronautica ucraina, Yuriy Ignat, ha segnalato un impiego crescente di droni a reazione e delle munizioni circuitanti Banderol, considerate una soluzione intermedia tra un velivolo senza pilota e un missile da crociera.

Questi ordigni possono raggiungere velocità vicine ai 600 chilometri orari, riducendo il tempo disponibile per individuarli e intercettarli. La loro neutralizzazione richiede spesso missili antiaerei guidati o sistemi più sofisticati rispetto alle armi utilizzate contro gli Shahed tradizionali.

Le munizioni Banderol sarebbero lanciate anche dai droni russi Orion operativi sul Mar Nero e sarebbero state impiegate soprattutto contro le regioni di Odessa e Mykolaiv. Nelle ultime settimane l’Ucraina ha registrato inoltre un aumento dei modelli a propulsione più rapida, inseriti nelle ondate insieme a droni convenzionali ed esche destinate a confondere i radar.

La nave turca colpita nel Mar Nero

La Marina ucraina ha accusato le forze russe di avere lanciato tre missili da crociera contro la Golden Leo, nave mercantile di proprietà turca e battente bandiera della Guinea-Bissau. Il cargo stava lasciando la zona di guerra con un carico di cereali.

Le prime comunicazioni ucraine indicavano almeno cinque morti. Aggiornamenti successivi hanno portato il bilancio a sei vittime, con quattro persone ancora disperse, otto sopravvissuti e due feriti. Tra i morti figurerebbe anche un pilota marittimo ucraino, mentre gli altri membri dell’equipaggio erano originari di Siria e India.

Kiev ha definito l’attacco deliberato e contrario al diritto internazionale. Al momento non è stata presentata una verifica indipendente della dinamica né una ricostruzione russa in grado di chiarire le ragioni del bombardamento.

Mosca convoca il diplomatico italiano

Alla dimensione militare si aggiunge una nuova tensione diplomatica. Il ministero degli Esteri russo ha convocato Giovanni Scopa, incaricato d’affari italiano nella Federazione russa, dopo l’espulsione da Roma di due addetti militari dell’ambasciata di Mosca.

Il provvedimento italiano era stato adottato il 9 luglio. La convocazione rappresenta la risposta formale del Cremlino, che potrebbe ora annunciare una misura reciproca nei confronti di funzionari dell’ambasciata italiana.

Il confronto si inserisce nel progressivo deterioramento delle relazioni tra la Russia e i Paesi europei che sostengono l’Ucraina. L’Italia continua a partecipare agli aiuti militari e finanziari a Kiev, mentre Mosca considera questo sostegno un coinvolgimento diretto nella guerra.

Una spirale senza segnali di rallentamento

Gli attacchi della notte confermano un allargamento geografico e tecnologico del conflitto. L’Ucraina porta sciami di droni fino alla cintura industriale di Mosca, mentre la Russia intensifica l’impiego di missili balistici, ordigni ipersonici e nuovi velivoli a reazione contro i centri urbani ucraini.

La pressione non riguarda più soltanto le linee del fronte. Depositi petroliferi, centri logistici, porti, navi commerciali e quartieri residenziali sono diventati parte di una guerra combattuta a centinaia di chilometri dalle trincee.

L’aumento delle vittime civili e gli incidenti nel Mar Nero accrescono anche il rischio di coinvolgere indirettamente Paesi terzi. Il caso della nave turca e lo scontro diplomatico tra Mosca e Roma mostrano come ogni nuova ondata possa produrre conseguenze molto più ampie del singolo attacco.