Raid russo sull’Ucraina, probabile missile Kh-101 cade in Polonia

Almeno otto morti e decine di feriti. Kiev colpisce due hub Wildberries in Russia

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Mosca lancia oltre 70 missili e più di 280 droni. A Leopoli trenta feriti, nel Kryvyi Rih muore una famiglia. Varsavia indaga sull’ordigno caduto nel Lublinese, mentre Kiev attacca oltreconfine

Una delle più vaste offensive aeree delle ultime settimane ha attraversato nella notte l’intera Ucraina, colpendo la capitale e numerose regioni da est a ovest. Il bilancio provvisorio è di almeno otto morti e decine di feriti, mentre per ore migliaia di persone hanno cercato riparo nelle stazioni della metropolitana di Kiev.

Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, le forze russe hanno impiegato più di 70 missili, molti dei quali balistici, e oltre 280 droni d’attacco. Le difese ucraine avrebbero intercettato più di 260 velivoli senza pilota, oltre a diversi missili da crociera. Le esplosioni e le cadute di detriti hanno danneggiato abitazioni, attività economiche, mercati, depositi e altre infrastrutture civili.

Una famiglia uccisa nel Kryvyi Rih

Le conseguenze più gravi sono state registrate nella regione di Dnipropetrovsk, dove sei persone sono rimaste uccise e dieci ferite. Nell’area di Kryvyi Rih, un missile balistico ha centrato una casa nella quale viveva una famiglia numerosa.

Tra le vittime figurano i due genitori e tre figli, mentre altri due bambini sono stati estratti vivi dalle macerie. Una sesta persona è morta in un altro punto della regione. Le autorità ucraine hanno attribuito la distruzione dell’abitazione a un missile balistico Iskander-M lanciato dal territorio russo.

A Kiev un uomo di 31 anni è stato ucciso e altre due persone sono rimaste ferite. Sono stati danneggiati edifici residenziali, un mercato, autorimesse, magazzini e veicoli. Nella regione della capitale si contano altri cinque feriti, tra i quali un minorenne.

Un’altra vittima è stata segnalata nella regione di Poltava, dove un drone ha colpito i depositi di un’impresa privata. A Leopoli, nell’ovest del Paese, il numero dei feriti è salito ad almeno trenta. Due palazzi sono stati investiti dalle esplosioni e più di venti edifici residenziali hanno riportato danni, insieme a una scuola e due asili.

Il missile caduto in territorio polacco

L’attacco ha avuto conseguenze anche oltre i confini ucraini. Alle 3.40 del mattino il sistema di sorveglianza della Polonia ha rilevato un oggetto in volo verso ovest all’interno dello spazio aereo nazionale. Un caccia F-16 è decollato per seguirne la traiettoria, mentre le autorità militari hanno successivamente individuato il probabile punto d’impatto.

La polizia ha trovato un cratere largo circa dieci metri e diversi frammenti in un terreno agricolo nei pressi di Tarnawa-Kolonia, nel voivodato di Lublino, a circa due chilometri dalle abitazioni più vicine. Non sono stati segnalati feriti né danni agli edifici.

Il primo ministro Donald Tusk ha convocato una riunione d’emergenza con il ministro della Difesa e i vertici militari. Secondo Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, l’ipotesi più probabile è che si sia trattato di un missile da crociera russo Kh-101, finito accidentalmente in territorio polacco durante il massiccio bombardamento dell’Ucraina occidentale.

Le indagini sui rottami sono ancora in corso e Varsavia ha invitato alla prudenza prima della conferma definitiva. L’episodio viene comunque considerato una violazione dello spazio aereo di un Paese membro della Nato, destinata a riaprire il confronto sulla protezione dei confini orientali dell’Alleanza.

I droni ucraini colpiscono Wildberries

Nelle stesse ore, droni attribuiti a Kiev hanno raggiunto due centri logistici di Wildberries, il principale gruppo russo del commercio elettronico. Un vasto incendio si è sviluppato nel deposito di Mastinovka, vicino a Penza, dove una persona è rimasta ferita e circa duecento dipendenti sono stati evacuati.

Un secondo attacco ha interessato lo stabilimento di Sarapul, nella repubblica russa dell’Udmurtia, a oltre 1.400 chilometri dal confine ucraino. Il personale era stato allontanato dopo l’allarme aereo e, secondo le prime comunicazioni aziendali, non si sono registrate vittime.

I depositi di Wildberries sono diventati nelle ultime settimane un obiettivo ricorrente dei raid ucraini a lungo raggio. Secondo la società e le autorità locali russe, quasi una dozzina di magazzini sarebbe stata danneggiata, con la perdita di circa il dieci per cento della capacità complessiva di stoccaggio. Mosca ha dichiarato di avere abbattuto 258 droni durante la notte, includendo nel conteggio anche i territori ucraini occupati. Questi dati non possono essere verificati in maniera indipendente.

Vittime anche nel Donetsk occupato

Nelle aree della regione di Donetsk controllate dalle forze russe, il capo dell’amministrazione filorussa Denis Pushilin ha riferito che una persona è stata uccisa e altre quattordici sono rimaste ferite in una serie di attacchi con droni ucraini.

Secondo Pushilin, sarebbero state danneggiate infrastrutture civili e numerosi veicoli nei distretti di Gorlovka, Debaltsevo, Torez, Khartsyzsk, Amvrosiyevka e Volnovakha. Anche in questo caso le informazioni diffuse dalle autorità d’occupazione non risultano verificabili autonomamente.

La guerra si avvicina ai confini della Nato

Il nuovo bombardamento conferma l’intensificazione degli attacchi russi contro le città ucraine e, nello stesso tempo, la crescente capacità di Kiev di raggiungere obiettivi situati in profondità nel territorio della Federazione Russa.

Zelensky è tornato a chiedere agli alleati una consegna più rapida di intercettori e sistemi antiaerei, sostenendo che le scorte ucraine di missili per la difesa balistica restano insufficienti. Il ministero della Difesa russo ha invece affermato di avere colpito aeroporti militari, fabbriche di armamenti e infrastrutture logistiche, negando di avere preso deliberatamente di mira la popolazione civile.

La caduta del probabile Kh-101 in Polonia aggiunge ora un elemento di particolare gravità. Non soltanto per la violazione del territorio polacco, ma perché dimostra quanto un’offensiva condotta contro le regioni occidentali dell’Ucraina possa produrre conseguenze immediate anche all’interno dello spazio della Nato.