Le fiamme avanzano lungo la costa meridionale di Creta, costringendo residenti e turisti a raggiungere il mare per sfuggire al fumo. Nella zona di Agios Pavlos, nella regione di Rethymno, 31 persone sono state evacuate dalle unità navali intervenute mentre l’incendio si avvicinava agli insediamenti costieri.
L’operazione è stata coordinata dal centro congiunto di soccorso ellenico. Sono state impiegate due motovedette della Guardia Costiera greca, un’unità della Marina, una nave pattuglia di Frontex e alcune imbarcazioni private presenti nella zona. Tutti gli evacuati sono stati trasferiti in sicurezza nel porto di Kokkinos Pyrgos.
La fuga attraverso il mare
Le immagini diffuse dalla Guardia Costiera mostrano le unità impegnate al largo, davanti a una costa quasi cancellata da una coltre di fumo. Le persone vengono accompagnate verso le imbarcazioni mentre alle loro spalle il fronte dell’incendio continua ad alimentarsi nella vegetazione secca.
L’evacuazione via mare è stata decisa quando le condizioni lungo le strade e nelle aree costiere sono diventate troppo pericolose. La scarsa visibilità e la rapidità di propagazione delle fiamme hanno reso necessario l’intervento congiunto delle autorità greche, dell’agenzia europea di controllo delle frontiere e dei privati.
L’emergenza non riguarda soltanto Agios Pavlos. Gli ordini di allontanamento hanno interessato diversi villaggi e strutture turistiche del sud di Creta. Secondo gli ultimi conteggi disponibili, le persone evacuate sull’isola sono complessivamente oltre ottomila.
Due vigili del fuoco morti
Il rogo più grave è divampato nell’area di Krya Vrysi, nel comune di Agios Vasilios, a sud di Rethymno. Due vigili del fuoco sono morti dopo essere rimasti intrappolati dalle fiamme all’interno del loro mezzo nella zona di Nea Krya Vrysi.
I corpi sono stati ritrovati nel veicolo al termine delle ricerche. Il Corpo dei vigili del fuoco ellenico ha espresso cordoglio alle famiglie, definendo i due uomini caduti durante l’adempimento del proprio dovere. Una terza vittima tra i soccorritori è stata registrata sulla terraferma, nel Peloponneso, portando a tre il bilancio dei pompieri morti negli incendi che stanno colpendo la Grecia.
Il fronte di Rethymno si è sviluppato inizialmente su tre direttrici, investendo bassa vegetazione, terreni agricoli e uliveti. Le autorità hanno disposto l’evacuazione di almeno sei insediamenti, mentre il vento ha continuato a cambiare la direzione delle fiamme e a ostacolare le squadre di soccorso.
La battaglia contro il vento
Oltre duecento vigili del fuoco, con decine di mezzi terrestri e velivoli antincendio, sono impegnati sui due principali roghi attivi a Creta. Le raffiche hanno però limitato a più riprese l’impiego degli aerei, rendendo ancora più complesso il contenimento dei fronti.
Le fiamme hanno già distrutto aree agricole, depositi, uliveti e alcune abitazioni. Il vicegovernatore regionale ha avvertito che il rafforzamento dei venti potrebbe aggravare ulteriormente la situazione, mentre le squadre continuano a presidiare i centri evacuati e le vie di accesso alla costa.
Il sistema di protezione civile ha mantenuto attivi gli avvisi di emergenza sui telefoni cellulari, invitando la popolazione a seguire le indicazioni delle autorità e a non tentare spostamenti autonomi nelle aree attraversate dal fumo.
Turismo e sicurezza sotto pressione
L’incendio ha colpito una delle zone più frequentate dell’isola nel pieno della stagione turistica. Alberghi e strutture ricettive della regione di Rethymno sono stati allertati per mettere a disposizione camere e spazi destinati alle persone costrette a lasciare case e alloggi.
La priorità resta il controllo delle fiamme lungo la costa meridionale e la protezione degli insediamenti ancora esposti. Le autorità mantengono le unità navali nella zona di Agios Pavlos per intervenire qualora nuovi gruppi restassero isolati dal fuoco.
Il bilancio resta provvisorio. L’evoluzione dell’emergenza dipenderà soprattutto dall’intensità del vento, che continua a spingere le fiamme attraverso una vegetazione resa estremamente secca dalle temperature elevate.
