Ceuta, sgomberato l’accampamento sulla spiaggia: migranti nei centri

Operazione pacifica della polizia, circa 1.700 persone trasferite in strutture temporanee

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Svuotato l’accampamento sorto sulla spiaggia di El Trampolín dopo gli ingressi di massa dal Marocco. I migranti sono stati accompagnati in due strutture temporanee con una capacità complessiva di circa 1.800 posti

Centinaia di migranti hanno lasciato l’accampamento improvvisato sulla spiaggia di El Trampolín, a Ceuta, accompagnati dagli agenti della Polizia nazionale spagnola verso le nuove strutture di accoglienza predisposte dal governo. L’operazione si è svolta senza incidenti e, secondo le autorità, su base volontaria. Le stime diffuse nel corso della giornata parlano di circa 1.700 persone coinvolte nel trasferimento, mentre altre fonti indicano una cifra vicina a 1.800.

Lo sgombero dopo settimane sulla spiaggia

Il dispositivo delle forze dell’ordine è scattato nelle prime ore del mattino. Gli agenti hanno chiesto ai migranti di raccogliere vestiti, coperte e gli altri effetti personali accumulati nell’accampamento, per poi organizzare gruppi destinati ai diversi centri.

Le persone di origine subsahariana sono state indirizzate verso Loma Margarita, mentre quelle provenienti soprattutto dai Paesi del Maghreb sono state accompagnate nell’area dell’Embolsamiento di Loma Colmenar, nei pressi della frontiera del Tarajal. La separazione dei gruppi è stata decisa anche per prevenire nuove tensioni dopo gli episodi verificatisi nelle settimane precedenti.

Una volta completato il trasferimento, i servizi municipali hanno avviato le operazioni di pulizia della spiaggia, trasformata per settimane in uno dei principali insediamenti di fortuna della città autonoma.

I nuovi centri possono ospitare 1.800 persone

I due spazi entrati in funzione dispongono complessivamente di circa 1.800 posti e sono destinati a garantire sistemazioni temporanee più sicure rispetto agli accampamenti all’aperto. La gestione coinvolge organizzazioni specializzate nell’assistenza ai migranti, mentre il Ministero spagnolo dell’Inclusione, della Sicurezza sociale e delle Migrazioni ha annunciato l’apertura progressiva di ulteriori strutture.

Il governo di Madrid aveva già definito nei giorni scorsi un piano straordinario per aumentare rapidamente la capacità di accoglienza a Ceuta. Tra gli spazi individuati figurano il parcheggio dell’Embolsamiento a Loma Colmenar, strutture militari e altre aree messe temporaneamente a disposizione per affrontare l’emergenza. Il 17 agosto il ministero aveva annunciato una prima disponibilità di 1.500 nuovi posti, successivamente ampliata con l’attivazione dei nuovi dispositivi.

La crisi iniziata con gli ingressi di fine luglio

L’accampamento di El Trampolín si era formato dopo l’arrivo eccezionale di decine di migliaia di persone dal Marocco tra il 30 e il 31 luglio. Molti avevano raggiunto la città spagnola via mare o aggirando il tratto di frontiera del Tarajal, mettendo rapidamente sotto pressione strutture di accoglienza, servizi sanitari e apparati di sicurezza.

Una parte dei migranti era rimasta per settimane sulle spiagge e nelle aree periferiche della città, dormendo in tende improvvisate, sotto teloni o all’aperto. Il governo spagnolo e le autorità locali hanno quindi accelerato la creazione di sistemazioni temporanee, mentre proseguono le procedure di identificazione e l’esame delle richieste di protezione internazionale.

La situazione resta comunque lontana dalla normalità. Nei giorni precedenti allo sgombero le autorità spagnole e la Commissione europea continuavano a indicare la presenza di diverse migliaia di migranti a Ceuta, senza una quantificazione definitiva. Il trasferimento da El Trampolín rappresenta quindi soltanto una fase della gestione di una crisi migratoria che continua a coinvolgere direttamente Spagna, Marocco e istituzioni europee.