È morto re Harald V di Norvegia, uno dei sovrani più longevi e popolari delle monarchie europee contemporanee. Aveva 89 anni e sedeva sul trono dal 17 gennaio 1991. Il Palazzo reale ha annunciato che il re si è spento serenamente alle 6.35 di venerdì 28 agosto al Rikshospitalet dell'Università di Oslo, dove era ricoverato dal 17 agosto.
Con la sua morte il trono è passato automaticamente al figlio Haakon, 53 anni. La successione non richiede una cerimonia perché, secondo l'ordinamento norvegese, il nuovo sovrano entra nelle sue funzioni nell'istante stesso della morte del predecessore. Il presidente dello Storting, Masud Gharahkhani, si è già rivolto al nuovo monarca chiamandolo re Haakon VIII. La figlia maggiore del nuovo re, Ingrid Alexandra, 22 anni, diventa la nuova principessa ereditaria.
Gli ultimi giorni al Rikshospitalet
Le condizioni di Harald V si erano aggravate rapidamente. Ricoverato in agosto dopo un periodo segnato da anemia emolitica, nei giorni successivi era stato sottoposto a terapia antibiotica per un'infezione batterica nel sangue. Giovedì 27 agosto la Casa reale aveva comunicato che la sua salute era diventata «molto grave», cancellando gli impegni della regina Sonja e del principe reggente Haakon.
I problemi di salute si erano moltiplicati negli ultimi anni. Nel 2024, dopo un'infezione contratta durante un viaggio privato in Malaysia, il sovrano aveva ricevuto prima un pacemaker temporaneo e successivamente uno permanente a Oslo. Nonostante l'età e il progressivo alleggerimento dell'agenda pubblica, aveva sempre escluso l'abdicazione, sostenendo che il giuramento prestato come re lo impegnava per tutta la vita.
Il bambino costretto all'esilio dalla guerra
Nato il 21 febbraio 1937, Harald aveva appena tre anni quando l'invasione nazista della Norvegia cambiò per sempre la vita della famiglia reale. Nel 1940 lasciò il Paese insieme alla madre, la principessa Märtha, e alle sorelle, trovando rifugio negli Stati Uniti. Il padre, il futuro Olav V, raggiunse invece il re e il governo norvegese in esilio in Gran Bretagna.
Quell'esperienza avrebbe accompagnato Harald per tutta la vita, contribuendo a costruire la sua immagine di sovrano legato alla memoria della guerra e alla difesa delle istituzioni democratiche. Dopo l'abdicazione di Margrethe II di Danimarca, avvenuta il 14 gennaio 2024, Harald era diventato il monarca regnante più anziano d'Europa. Non era invece il sovrano europeo da più tempo sul trono, primato appartenente al re di Svezia Carlo XVI Gustavo, in carica dal 1973.
Trentacinque anni sul trono
Harald era salito al trono alla morte del padre Olav V. Nel corso di 35 anni aveva progressivamente trasformato l'immagine della monarchia norvegese, rendendola meno distante e più attenta ai cambiamenti della società. Il suo regno è stato attraversato da momenti traumatici, soprattutto gli attentati del 22 luglio 2011 a Oslo e sull'isola di Utøya, quando il re assunse un ruolo centrale nel lutto nazionale.
Era stato anche un atleta di alto livello e aveva rappresentato la Norvegia nella vela in tre edizioni dei Giochi olimpici. La sua storia personale era stata segnata inoltre dal lungo rapporto con Sonja Haraldsen, una giovane senza origini aristocratiche che sposò nel 1968 dopo anni di resistenze all'interno della corte. La coppia ha avuto due figli, Märtha Louise e Haakon.
Il cordoglio di Carlo III
Tra i primi messaggi arrivati dall'estero c'è quello di re Carlo III. Il sovrano britannico ha ricordato Harald come il suo «caro cugino» e ha espresso, insieme alla regina Camilla, la «più profonda tristezza» per la sua morte. Nel messaggio diffuso da Buckingham Palace, Carlo ha sottolineato il senso del dovere, la gentilezza e l'umanità che hanno caratterizzato il lungo regno del monarca norvegese.
I legami tra le case reali britannica e norvegese sono profondi e risalgono a più generazioni. Harald V discendeva dalla regina Vittoria e la famiglia reale norvegese mantenne rapporti particolarmente stretti con Londra anche durante la Seconda guerra mondiale, quando il re Haakon VII e il governo in esilio operarono dalla capitale britannica.
La Norvegia entra nel regno di Haakon
Il nuovo sovrano eredita una monarchia ancora popolare ma attraversata negli ultimi anni da una fase delicata. Haakon aveva già assunto più volte la reggenza durante le assenze e i ricoveri del padre e negli ultimi mesi aveva aumentato considerevolmente il numero degli impegni pubblici. Ora dovrà guidare ufficialmente la Casa reale accanto alla moglie Mette-Marit.
A Oslo è stato convocato un Consiglio di Stato straordinario al Palazzo reale. Seguiranno le cerimonie previste per il passaggio di regno, il giuramento davanti allo Storting e le esequie di Harald. Non è prevista un'incoronazione formale: la tradizione norvegese contemporanea può prevedere invece, su scelta del sovrano, una cerimonia di consacrazione nella cattedrale di Nidaros, a Trondheim.
Con la morte di Harald V si chiude così una pagina durata più di tre decenni e iniziata all'inizio del 1991. Per la Norvegia comincia ora il regno di Haakon, mentre la bandiera sugli edifici pubblici resterà a mezz'asta fino al termine delle esequie del sovrano scomparso.
